Settima seduta consecutiva di calo su eccesso di offerta per il greggio, la più lunga successione di declini dalla metà del 2014: ulteriori cali potrebbero avere impatto sull’inflazione e quindi indirettamente sui rendimenti e sui tassi. Ciò non dovrebbe impedire alla Fed di alzare i tassi come ampiamente pronosticato dai mercati.
La Bce appare tutt’altro che unita al suo interno sulla questione di nuove misure espansive ed in particolare sugli acquisti dei titoli obbligazionari (cosiddetto quantitative easing). Traspare ciò dall’indiscrezione secondo cui al meeting Bce la larga maggioranza dei consiglieri non era favorevole ad un ulteriore potenziamento del Qe.
Altri strumenti come il taglio del depo, le operazioni Tltro (oggi sesta operazione) rientrano negli strumenti di politica monetaria mentre il QE, secondo i membri tedeschi della Bce, esulano dal mandato. Il presidente della Bundesbank ha affermato che il programma di acquisto asset confonde il confine tra politica monetaria e politica fiscale, riducendo gli incentivi per i governi alla riduzione della spesa. Sulla stessa lunghezza d’onda anche altri esponenti che tra l’altro hanno confidato che al meeting Bce della settimana scorsa la larga maggioranza dei consiglieri non era favorevole ad un ulteriore potenziamento del Qe. Traspare quindi un quadro diverso da quello che sta dipingendo Draghi e cioè la possibilità di nuovi interventi nel caso di necessità. In realtà Draghi non sta dicendo che si potrebbe mettere in pista un QE2 ma che potrebbero essere utilizzati nuovi strumenti o potenziati quelli attuali che magari, già testati, stanno producendo effetti positivi sull’economia reale. Perché per esempio, come su questa rubrica sostenemmo in tempi remoti, non si potrebbero introdurre Tltro mirate su singole iniziative/settori sul modello utilizzato dalla Banca d’Inghilterra? Per esempio Tltro legato a settori strategici da individuare: un mix tra settori innovativi e tradizionali.
Dati definitivi sull’inflazione di dicembre in Italia e produzione industriale in Usa.
Intanto dall’Asia arrivano notizie positive: in Giappone l’indice Tankan conferma la ripresa e dalla Cina alcuni dati sono superiori alle attese.
DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Prezzi al consumo finali novembre
ZONA EURO
Produzione industriale ottobre