I mercati reagiscono in modo molto composto ai bestiali avvenimenti di Parigi. Il ribasso di mezzo punto delle borse e il calo di un paio di centesimi sui rendimenti governativi sono fisiologici ancor più considerando che si inquadrano in un movimento che era già iniziato venerdì mattina.
Anche sul forex poche variazioni significative.
Oggi dato finale sull'inflazione della zona euro a ottobre.
Standard & Poor's ha confermato sui livelli attuali sia il rating sia l'outlook sul merito di credito italiano. Il giudizio resta dunque di 'BBB-' - ultimo livello della categoria 'investment grade' cui segue quello di 'junk' - con prospettive stabili. L'agenzia fa riferimento al cammino finora troppo lento nella messa a punto delle riforme strutturali che rallenta il processo di consolidamento fiscale.
Il debito pubblico italiano continua a crescere e a settembre è salito a 2.191,7 mld (+7 mld). Nei primi nove mesi dell'anno, il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 55,8 miliardi; il fabbisogno complessivo è stato pari a 42,8 miliardi mentre le disponibilità liquide del Tesoro sono aumentate di 17,6 miliardi. Nei primi nove mesi del 2015 le entrate tributarie sono state complessivamente pari a 288,8 miliardi, in aumento del 3,4% rispetto a quelle relative allo stesso periodo dell'anno precedente.
Si conclude il G20.
Il prodotto interno lordo giapponese del terzo trimestre mostra un calo dello 0,2% su base trimestrale e una contrazione dello 0,8% del tasso annualizzato, livelli inferiori alle attese. La Banca del Giappone potrebbe convincersi ad adottare nuove misure di stimolo monetario.
DATI MACROECONOMICI
ZONA EURO
Inflazione finale ottobre
USA
New York Fed manufatturiero novembre