CAFFE’ ESPRESSO

21 ottobre 2015 - I numeri dell'indagine trimestrale Bce sul credito al settore privato nella zona euro hanno indotto ...

Borse piatte ad inizio seduta, lieve rialzo dell’Euro e dei tassi e rendimenti governativi.

I mercati finanziari, in attesa del meeting di politica monetaria della Bce e soprattutto della conferenza stampa di Draghi, entrambi in agenda domani, vivranno una seduta verosimilmente interlocutoria.

I tempi per l'annuncio di un ampliamento o di un'estensione del "Qe" non sembrano ancora maturi.

Anche se si tratta di un appuntamento da cui non dovrebbero emergere novità, gli operatori si aspettano commenti a favore di un'estensione del 'QE' anche se poi questa eventualità dovesse concretizzarsi solo nel 2016. Se pensiamo a quanto il mercato ha aspettato il varo del 'Qe' è meglio mettersi il cuore in pace perché occorrerà aspettare il 2016 inoltrato, anche perché sarà una delle ultime misure a disposizione di Draghi.

Pochi investitori ritengono possibile un intervento della Bce in questo senso già entro l'anno, tra i membri del consiglio prevale generalmente una certa freddezza: ieri un esponente ha detto che il "Qe" è ben calibrato e non necessita aggiustamenti, in linea con le dichiarazioni di un collega. Una maggior apertura emerge invece dalle parole del numero uno di Banca di Spagna.

Intanto, i numeri dell'indagine trimestrale Bce sul credito al settore privato nella zona euro hanno indotto gli investitori alle prese di profitto sull'obbligazionario europeo, reduce da settimane di rialzi. I dati sono stati interpretati come il segnale di una graduale trasmissione della politica monetaria della Bce all'economia, che potrebbe allontanare la decisione di allungare o ampliare il "Qe".

Sul primario saranno attive Berlino e Lisbona.

Raffreddato le attese di un potenziamento del "Qe" entro l'anno.

ASTE DI TITOLI DI STATO
EUROPA
Germania, 2 anni.
Portogallo 3 e a 11 mesi

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