Apertura positiva per le borse, Euro leggermente sulla difensiva, tassi poco mossi.
Annuncio sui tassi Usa al termine della due giorni del Fomc. Non si attende un intervento con gli operatori che cercheranno di individuare dettagli utili a definire con maggior precisione le tempistiche di un rialzo dei tassi, atteso dal mercato entro fine anno se non già a settembre.
Dopo il collocamento di 705 milioni di euro ieri in Btp indicizzati all'inflazione europea, prosegue la tornata d'aste di fine mese con il Tesoro pronto a offrire 6,5 miliardi di Bot semestrali i cui rendimenti sono attesi in calo.
La Cina ha condizionato le ultime sedute con i tassi che sono scesi nonostante le ottime indicazioni che stanno giungendo dal fronte macro Usa ed europeo: elementi di disturbo c’è ne sono in continuazione ma non siamo convinti che la frenata cinese sia in grado di condizionare se non temporaneamente i mercati del reddito fisso. Inoltre anche il rialzo ampiamente annunciato dei Fed Fund non dovrebbe procurare scossoni importanti in borsa (maggior peso avranno le trimestrali i cui utili dovranno confermare gli attuali price/earning attesi). Qui di seguito sia concesso un piccolo volo pindarico, comunque sostenuto da elementi oggettivi. La politica monetaria Fed rimarrà espansiva ancora a lungo termine e per anni forse non vedremo mai una politica restrittiva nel senso classico del termine (tassi reali minori del Prodotto interno lordo). Se gli Usa vanno bene è un bene per tutto il mondo compresi gli emergenti: quei paesi come il Brasile che si sono legati molto alla Cina soffriranno, mentre quelli legati agli Usa godranno (Mexico). Quelli che erano tentati di legarsi alla Cina (Russia) rivedranno le loro strategie. E’ in corso una fase importante di riequilibrio planetario, una lotta importante tra il blocco del sud est asiatico (Cina in primis) e il blocco Usa – Ue che avrà necessità della firma dello TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) per diventare il nuovo fulcro dell’economia globale. Il Giappone sornione ha approfittato della crescita cinese con uno Yen che tra l’altro in tre anni si è svalutato del 40% contro Yuan mentre il Dollaro nello stesso periodo del 2%. Probabilmente il Sol levante, anche per un fattore culturale, tornerà a spostare i suoi interessi a est della linea del cambiamento di data. La sua divisa inizierà una lenta fase di svalutazione sul Dollaro portando ad un riequilibrio valutario che la vedrà al centro dei giochi. Uno dei successi degli Usa è stata la politica di rilocalizzazione delle aziende: questa politica incentivante dovrà essere seguita dall’Ue per evitare la cronicità di un insostenibile alto tasso di disoccupazione (vedi report del Fondo monetario di ieri) che tra l’altro è strettamente legato all’altro principale problema dell’Europa (e non solo) e cioè l’invecchiamento della popolazione con tutte le conseguenze che ne derivano.
ASTE DI TITOLI DI STATO
ITALIA
Bot sei mesi scadenza 29/1/2016 (182 giorni).
USA
5 anni, scadenza 31/7/2020 e 2 anni a tasso variabile, scadenza 31/7/2017.
BANCHE CENTRALI
USA
Washington, termina riunione Fomc; annuncio tassi.