CAFFE’ ESPRESSO

6 luglio 2015 - Le prime reazioni alla vittoria del no al referendum ellenico sono tutto sommato accettabili e inferiori a quelle di lunedì scorso ...

Le prime reazioni alla vittoria del no al referendum ellenico sono tutto sommato accettabili e inferiori a quelle di lunedì scorso dopo la rottura delle trattative. Le borse sono negative e lo spread tra periferia e centro si porta a 165 bps (lunedì scorso erano stati sfiorati i 180 bps). L'Euro dopo una prima reazione negativa recupera leggermente: anche in questo caso non sono stati raggiunti i minimi di lunedì sull'Eurousd: oggi la discesa si è arrestata a 1,097 (lunedì scorso 1,905) e soprattutto il calo è stato inferiore infatti le ultime contrattazioni di venerdì lo vedevano scambiato a 1,11 mentre la settimana precedente il calo era partito da 1,12. In sostanza il referendum non cambia molto: il balletto delle trattative continuerà magari con meno valzer e più sirtaki e, questo è l'auspicio, l'Europa unita troverà da questa forte risposta popolare la forza per ripensarsi. Non è detto che i mercati nei prossimi mesi diventino positivi e che magari più in là nel tempo si ringrazieranno i greci perchè con il loro coraggio hanno risvegliato l'assopito progetto unitario. La ristrutturazione del debito è ora molto più probabile: quello che lascia perplessi è che tutto si poteva evitare perchè era evidente da molto tempo che non si poteva evitare un bailout. Il debito all'inizio era nelle mani delle banche europee ora è passato in quelle dei governi: il cerino ha fatto il passaggio di mano e ora i cittadini europei dovranno pagare le conseguenze.

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