Monitoriamo le reazioni dei mercati alla vicenda greca: aperture ancora deboli per le borse europee, spread Btp-Bund che rimane in tensione così come i periferici europei ma su livelli inferiori rispetto ai picchi di ieri mattina. Eurousd dopo il calo fino ad un minimo di 1,0955 di ieri si assesta nei dintorni di 1,115 livelli su cui si trovava venerdì pomeriggio.
Le preoccupazioni sulla Grecia potrebbero indurre la Fed a rivedere i suoi piani di rialzo dei tassi: i mercati scontano un rialzo a settembre - ottobre.
Gli Usa sono decisamente preoccupati perchè l'eventuale uscita della Grecia dall'Euro potrebbe essere un grosso intoppo per la realizzazione del TTIP (trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti) fortemente voluto da Obama. Infatti tutti i Paesi che hanno sottoscritto il Trattato di Lisbona (Grecia compresa) dovrebbero sottoscriverlo. Se invece la Grecia restasse nell'Euro, il suo Parlamento dovrebbe ratificare il TTIP, cosa che difficilmente potrà avvenire senza robuste concessioni da parte della troika ed in particolare del FMI. Tsipras consapevole di ciò sta sfruttando al massimo questa situazione sapendo che alla fine la pressione degli Usa indurrà la troika ad accontentarlo in buona parte. Certo è che, se vincessero i si al referendum, l'abbandono di Tsipras con la sostituzione di un governo più amichevole, aprirebbe la strada al TTIP. Ma è un rischio che Usa ed Ue possono correre? E' vero che la troika ha l'arma del terrore del ritorno alla dracma, su cui far leva ma il carisma politico che si è conquistato tsipras in questa trattativa è elevato e per lui far leva sull'orgoglio dei greci, padri della nostra cultura, sarà un'altrettanto valida arma propagandistica.