L’inizio del QE spingerà ancora più giù i rendimenti governativi europei o il grosso del movimento ormai è alle spalle?
Alcuni modelli econometrici stimano in circa l’1% il ribasso dei Btp; se si considera che da novembre, quando si è iniziato a parlare con insistenza di un QE, il ribasso è dell’1% si potrebbe ipotizzare che la discesa è ormai giunta al termine.
Spostiamoci negli Usa e torniamo al 2008 quando a ottobre/novembre Bernanke iniziò a parlare insistentemente di un primo QE: ebbene sulle attese il rendimento Bond Usa 10 scese dal 4% al 2,13% e quando il QE effettivamente iniziò il rendimento salì a 3,8% (si muoveva tra il 3,8% e il 3,2%). All’annuncio del secondo QE Fed (primi segnali ad agosto 2010) il Bond Usa 10 passò da 3,2% a 2,4% circa e quando entrò in vigore risalì a 3,5%. Questo breve excursus storico sembra dimostrare come sui rumors di QE i tassi scendano e come all’effettiva entrata in vigore i tassi risalgano.
Quanto sta succendendo in questi giorni sul mercato sembra corroborare le considerazioni storiche di cui sopra: il Btp 10 è passato dall’1,3% all’1,4% di oggi, il Bund 10 dallo 0,29% allo 0,37%. I Bond Usa 10 dal 2% al 2,14%.
Oggi indici di fiducia sul settore dei servizi europei ed Usa, ma il piatto forte sono le stime Adp dei nuovi occupati del solo settore privato americano che precedono i payrolls di venerdì pomeriggio.
Attenzione particolare anche alle stime settimanali delle scorte di petrolio: il prezzo del brent è una variabile importante che in questa fase sta condizionando il Dollaro (in altri momenti invece è il Dollaro che condiziona il prezzo dell’oil).
DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Pmi servizi febbraio
ZONA EURO
Pmi servizi finale febbraio
Pmi composito finale febbraio
Vendite al dettaglio gennaio
USA
Adp, occupati settore privato febbraio
ASTE DI TITOLI DI STATO
EUROPA
Grecia, 26 settimane
BANCHE CENTRALI
EUROPA
Gran Bretagna, inizia riunione di politica monetaria; termina il 5 marzo.
USA
Washington, Fed pubblica Beige Book (20,00).