CAFFE’ ESPRESSO

16 gennaio 2015 - Una piacevole notizia per i detentori di conti in Svizzera, sempre che ...

Scossone di ieri sul fronte valutario dopo la decisione della Banca nazionale svizzera (Snb) di revocare la soglia minima di cambio con l’Euro fissata a 1,2 franchi svizzeri in vigore dal settembre 2011. L’Eurochf è impazzito e da 1,2 è crollato a 0,85 per poi risalire a 1,045 con una rivalutazione quindi del 13%.

Una piacevole notizia per i detentori di conti in Svizzera, sempre che fossero denominati in tale valuta. A parte il netto calo della borsa di Zurigo, quelle europee e Wall Street sono positive mentre la decisione non ha minimamente influenzato i tassi di interesse e i rendimenti governativi. La recente discesa dell'Eurousd, ieri ai minimi del 2005 a 1,164, l'attesa per l'operazione di quantitative easing della Bce che potrebbe far scendere ulteriormente la moneta unica, le ingenti quantità di euro finora acquisite dalla Banca nazionale svizzera per stabilizzare il cambio con euro, sono probabilmente alla base dell’inaspettata decisione. Per cercare di attenuare l'effetto di apprezzamento del franco, la Snb ha contestualmente agito sui tassi abbassandoli (-0,25%). L’apprezzamento della divisa elvetica contribuirà alla deflazione in un momento già molto difficile visto che a dicembre l’indice dei prezzi su base annua si è attestato a –0,3%. I rendimenti dei titoli governativi sono negativi di quasi lo 0,5% fino a cinque anni e a 10 anni sono appena positivi.
Per giustificare la mossa di ieri, la Bns ha sottolineato il fatto che l'economia elvetica in questi tre anni ha tratto profitto dalla soglia minima contro l'euro, ed inoltre il dollaro si è rivalutato anche sul franco, fattore questo che attenua parzialmente gli effetti negativi del crollo dell'euro sull’export. A inizio 2014 l’Usdchf si muoveva a 0,89 livello su cui oscillava ieri.

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