Continuano ad essere sostenuti da importanti acquisti i nostri Btp nella speranza che un QE possa presto vedere la luce. Sono completamente ignorati i richiami sui conti pubblici italiani e la difficoltà a far ripartire l’economia. Inoltre la Commissione ritiene troppo ottimistiche le stime del governo sul gettito di lotta all'evasione e gioco d'azzardo, chiedendo un'ulteriore correzione strutturale dello 0,2%-0,3% per l'anno prossimo. L'Italia ha per ora evitato una censura dall'Europa sulla legge di Stabilità 2015, ma una nuova revisione della situazione è già fissata per marzo.
In questo frangente il market mover è l’inflazione e su questo terreno la delusione riguarda tutti i Paesi europei (Germania: 0% mese; 0,5% tend., Italia –0,3%; 0,2%; Ue flash tendenziale 0,3%). L’economia in Germania riprende il cammino così come indicano l’Ifo, lo Zew e oggi le vendite al dettaglio sorprendentemente robuste.
I Btp 10 anni sono al 2,04%, il Bund 10 allo 0,7% con lo spread che scende all’1,33%. I tassi Irs si confermano sui minimi storici. I movimenti degli ultimi giorni riguardano la parte 7-10 anni mentre quella breve rimane invariata.
Tra i dati della giornata c'è la revisione de Pil italiano del terzo trimestre e i dati finali degli indici Pmi europei (quelli che normalmente hanno maggior impatto sui mercati sono le stime flash).
Pmi manifatturiero cinese sotto le attese in novembre secondo i dati governativi.
In calo anche il Pmi manifatturiero giapponese relativo a novembre.
Il Brent è arrivato a cedere oltre 2 dollari a barile nella notte. Le quotazioni del greggio si sono spinte ai minimi dei 5 anni appesantite dal Pmi cinese e dopo che l'Opec ha deciso di mantenere invariata la produzione. Brent a 68,39 dollari.
Dollaro sale ai massimi da 7 anni contro yen; debole il franco svizzero contro l'euro dopo che l'elettorato elvetico ha respinto un piano di incremento delle riserve auree.
DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Pmi manifatturiero novembre
Pil finale 3° trimestre
USA
Ism manifatturiero novembre