CAFFE’ ESPRESSO

4 novembre 2014 - Il sistema Italia sclerotizzato, inizia a deludere i mercati che finora non hanno mancato di fornire sostegno ...

Il sistema Italia sclerotizzato, inizia a deludere i mercati che finora non hanno mancato di fornire sostegno ai titoli del nostro debito pubblico. Nessuno osa fare la prima mossa con la Bce che funge da guardiano e che moltiplica i suoi sforzi (acquisti di covered, inizio di acquisti di Abs); sono in molti tuttavia a considerare il rischio Italia non ben prezzato.

Le ricette per rimettere in piedi l’Italia sono state comunicate con chiarezza da Bce, CE e Fmi, ma continuano ad essere procrastinate o annacquate.

Come sempre la pazienza ha un limite e la sensazione che si coglie tra importanti operatori internazionali e che il countdown sia iniziato.

Ma non tutto è negativo: anzi sono proprio le istituzioni internazionali a considerare accettabile una fase di difficoltà in modo che questa volta l’Italia sia costretta a chiedere il loro aiuto. A quel punto una vera e propria cura “shock” imposta dall’esterno potrebbe essere in grado di scuotere l’assopita Italia e rimetterla sulla strada della crescita, crescita accompagnata da un aumento della produttività (finalmente) nel privato e nel pubblico.

I dati degli ultimi mesi lasciano ben poca speranza e le uniche note positive sono di natura esogena (Euro debole, taglio dei tassi, operazioni Tltro e acquisti di covered ea Abs).

Per l’Italia stare dentro le regole del fiscal compact è impossibile anche simulando crescite nominali improbabili e scenari di tassi reali e inflazione favorevoli.

Diversa è la questione sull’efficacia delle regole europee che tuttavia sono state solo pochi anni fa sottoscritte da tutti; erano coscienti i firmatari? Si era sviluppato un appropriato dibattito di alto profilo tecnico per capire quale fosse la ricetta migliore?

Qualche dubbio viene soprattutto vedendo come ha reagito alla crisi l’establishment Usa e successivamente l’economia. Il gap di crescita come dimostrano anche i più recenti dati si va ampliando. Nel momento in cui in Europa si discuteva il fiscal compact negli Usa, grazie all’intervento di molti economisti, l’obbligo costituzionale di pareggio di bilancio non venne introdotto.

Un aumento della spesa pubblica in disavanzo concentrata su investimenti produttivi all’interno dell’Ue avrebbe potuto portare un effetto benefico sul Pil complessivo della zona Euro e su quello di ogni Paese membro. L’aumento del Pil verificatosi tramite una spesa produttiva avrebbe potuto ridurre il rapporto debito pubblico Pil per buona parte dei Paesi membri attraverso un aumento del denominatore.

Questo ragionamento ovviamente non esclude tagli importanti alle inefficienze ma sempre più viene da domandarsi se le stringenti regole sul fiscal compact alla fine siano in grado di realizzare gli obiettivi per cui sono nate.

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Da oggi la Bce assume il controllo della vigilanza bancaria.

In arrivo dalla commissione europea le nuove proiezioni macro.

Secondo Istat la legge di stabilità avrà un "effetto nullo" sul biennio 2015/2016, per cui la proiezione è di un Pil in ripresa rispettivamente di 0,6% e 1% dopo il -0,3% di quest'anno.

Per Banca d'Italia la legge di stabilità realizza una significativa riduzione del cuneo fiscale. Il tfr in busta paga minaccia di impoverire le pensioni.

Borse incerte. Tutto sembra congelato in attesa di giovedì e venerdì con la riunione Bce e i dati occupazionali Usa.

Anche ieri i dati americani hanno dimostrato la solidità dell’economia.

Elezioni di midterm.

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