In Ucraina le tensioni permangono, non si sa come finirà il referendum in Scozia, iniziano i bombardamenti in Iraq, la Fed potrebbe presto alzare i tassi così come altre banche centrali e tutto sommato i mercati sembrano ignorare i rischi.
L’enorme liquidità annulla i rischi e il merito creditizio non viene opportunamente valutato: l’Italia con le previsioni di crescita (vedi Ocse ieri che per il 2014 vede un meno 0,4%) e con i problemi di debito ed in generale di conti pubblici ha rendimenti che poco rispondono al rischio. Come diceva un noto investitori “quando la liquidità inizierà a ritirarsi, si vedrà chi stava nuotando nudo”.
Già, ma è proprio la liquidità che non verrà probabilmente a mancare: la Fed per non turbare Wall street e i consumatori americani che sono ipersensibili all’andamento della borsa, potrebbe abbaiare (fino ad un certo momento) e solo se costretta morderà. Intanto la Bce potrebbe sostituirsi alla Fed e la Boj manterrà una politica ultraespansiva.
Le borse comunque iniziano a subodorare una possibile battuta d’arresto, magari non traumatica ma attendersi importanti ritorni dall’azionario e dai bond nei prossimi 12 mesi sarebbe decisamente ottimistico.
Riflettori puntati sull'indice Zew, termometro della fiducia degli investitori tedeschi relativo al mese di settembre
L'Ocse ha rivisto la stima di crescita della zona euro 2014 a 0,8% dal precedente 1,2% e per il 2015, a 1,1% da 1,7%, sottolineando i rischi derivanti dalla bassa inflazione in particolare per le sue ripercussioni sulla domanda.
DATI MACROECONOMICI
GERMANIA
Indice Zew fiducia economia settembre
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Prezzi alla produzione agosto
Flussi investimenti netti luglio