Come sostenevamo da mesi la Fed non poteva smentire se stessa e Bernanke ha finito il suo mandato mantenendo fede alle promesse di giugno. Un mandato contraddistinto da una grandissima capacità di timonare l’economia Usa in anni di burrasca.
La Fed ha deciso di ridurre il ritmo del suo acquisto di asset di 10 miliardi di dollari al mese, a 75 miliardi di dollari mensili, tagliando a 40 miliardi di dollari, al mese dai precedenti 45 miliardi gli acquisti mensili di titoli del Tesoro e a 35 miliardi da 40 gli Mbs. Il QE potrebbe avere termine entro la fine del 2014. I tassi rimarranno bassi ancora molto a lungo; il tasso di disoccupazione target in questa fase rimane al 6,5% ma ciò non significa immediato rialzo dei tassi Fed Funds al raggiungimento di esso. L’inflazione target resta al 2% ma è accettabile un periodo di inflazione più bassa ed in ogni caso il QE III resta aperto e potrebbe essere riattivato in caso di inflazione che scenda su livelli indesiderati.
Finalmente gli operatori da oggi in avanti possono iniziare a ragionare senza l’incertezza altamente condizionante della politica monetaria Fed. Ora in un panorama che nel medio periodo diventa chiaro, si potranno operare scelte anche strutturali.
Vedremo nelle prossime settimane se tale rasserenamento avrà un impatto positivo sul Dollaro, sulle borse e in generale sugli asset ritenuti più rischiosi.
L’abilità della Fed è stata quella di scindere chiaramente la parte quantitativa della propria politica monetaria con quella legata alle decisioni sui tassi: il timing inoltre è stato perfetto visto che il tapering arriva in un momento in cui l’economia Usa si è ripresa molto bene, con i conti pubblici in miglioramento e con alcune decisioni politiche che scongiurano un nuovo shutdown. Non escludiamo che l’accordo politico tra democratici e repubblicani abbia giocato un ruolo importante nella decisione Fed. Anzi probabile che avrebbe agito anche prima col tapering se solo non ci fosse stato lo shutdown.
La reazione dei mercati, grazie all’abilità della Fed, è stata decisamente contenuta sul fronte dei rendimenti governativi che si sono solo increspati leggermente sul lungo termine. Anche il Dollaro ha recuperato qualcosa ma in modo assolutamente contenuto: il fatto che i tassi rimarranno bassi ancora a lungo contribuisce a frenare il rialzo del biglietto verde. Le borse invece sono tutte al rialzo.
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DATI MACROECONOMICI
USA
Leading indicator novembre
Philly Fed dicembre
ASTE DI TITOLI DI STATO
Spagna 5-10 anni
Usa 7 anni