Nuovi dubbi aleggiano sulla possibilità che Usa e Iran raggiungano un accordo per fermare la guerra. Di conseguenza, i prezzi del petrolio sono tornati a salire. Il futures sul Brent viaggia in rialzo di 3,5 dollari a 107,65 dollari il barile e quello sul Nymex di 2,dollari a 94,48 dollari. In rialzo anche i rendimenti dei Treasuries: il tasso del titolo a 30 anni vale 5,5% sui massimi dal 2004, il benchmark decennale sui mercati asiatici rende 5,21%, in rialzo rispetto alla chiusura a 5,18%.
I mercati obbligazionari sono scossi dal protrarsi della guerra con l'Iran e dalle sue ripercussioni sui prezzi dell'energia, oltre ad essere preoccupati per la tenuta dei conti pubblici e la valanga di debito legato all'IA. I costi di finanziamento a livello globale hanno raggiunto i livelli più elevati dalla crisi finanziaria del 2007-2008, tra le aspettative generalizzate di ulteriore inasprimento monetario.
La tregua commerciale tra Usa e Cina è destinata a durare fino al 10 gennaio.
Dalle minute della riunione di politica monetaria della BoJ terminata il 31 luglio emerge che molti esponenti del board hanno sottolineato la necessità di concentrarsi sui crescenti rischi sull'inflazione, con alcuni che hanno invocato aumenti dei tassi d'interesse più rapidi. Il quadro rafforza le aspettative di ulteriori rialzi del costo del denaro, che rimane comunque su livelli ancora contenuti.
Ricca l'agenda macro della settimana con un'attenzione particolare sull'aggiornamento di settembre dei payroll Usa e sull'inflazione negli Usa e nella zona euro.
La pubblicazione, mercoledì, dell'indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) fornirà indicazioni sul possibile percorso dell'inflazione, ancora persistentemente elevata. I futures indicano una maggiore probabilità (di circa il 66%, contro il 50% di venerdì) che la banca centrale proceda con un ulteriore rialzo di 25 punti base a ottobre.
Sempre venerdì arriveranno le statistiche preliminari di settembre sull'indice armonizzato dei prezzi al consumo, che rappresenteranno l'unica rilevazione sull'inflazione disponibile prima della riunione Bce di ottobre. La domanda chiave per i mercati è se il rialzo dei prezzi dell'energia sia durato abbastanza a lungo da generare effetti di secondo round.
Dollaro solido sui massimi di due mesi sulla scia delle tensioni in Medio Oriente che hanno fatto lievitare i prezzi del greggio.
CAFFE’ ESPRESSO
28 settembre 2026 - Settimana densa di appuntamenti macro.
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