L'indice PMI composito preliminare statunitense relativo alla produzione sale a 58,4, il livello più alto dal luglio 2021. I futures sui Fed fund indicano una probabilità del 66% di un rialzo dei tassi a ottobre, in aumento rispetto al 53% registrato ad inizio settimana. Il Tesoro vende 70 miliardi di dollari di titoli quinquennali al rendimento d’asta più alto dal 2007, in un contesto di domanda debole.
I rendimenti dei titoli del Tesoro Usa a 10 anni di riferimento salgono al livello più alto dal 2007, dopo che i dati mostrano che a settembre l’attività economica negli Stati Uniti si muove ai massimi degli ultimi cinque anni, alimentata da un’impennata dei nuovi ordini.
L’indice PMI composito preliminare sulla produzione negli Stati Uniti, che monitora i settori manifatturiero e dei servizi, sale a 58,4 questo mese, il livello più alto dal luglio 2021.
Questi dati dipingono un quadro dell’economia non solo resiliente, ma in fase di surriscaldamento, e in tal senso una crescita economica robusta non è più equilibrata, ma sta alimentando le pressioni inflazionistiche.
I rendimenti salgono ai massimi pluriennali poiché gli operatori scontano la probabilità di ulteriori aumenti dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve, con l’inflazione che rimane ostinatamente al di sopra dell’obiettivo annuale del 2% fissato dalla banca centrale. I rendimenti dei titoli del Tesoro a 2 anni, sensibili ai tassi di interesse salgono al 4,89%, dopo aver toccato il 4,947%, il livello più alto dal maggio 2024. Il rendimento di riferimento a 10 anni balza al 5,106%, il livello più alto dal 2007 e il suo maggiore aumento giornaliero dall’aprile 2025.
A rafforzare il tono restrittivo, il commento di alcuni membri Fed secondo cui saranno necessari ulteriori aumenti dei tassi.
La rottura di livelli tecnici chiave amplifica il rialzo dei tassi.
Il clima di fiducia è stato ulteriormente appesantito dalle dichiarazioni dei leader iraniani di mercoledì, che hanno sottolineato come gli Stati Uniti e l’Iran rimangano molto distanti dal raggiungimento di un accordo di pace.
Il Brent sale a 103,50 dollari al barile, con un rialzo del 4,28% nella giornata.
La prospettiva di un aumento dei tassi contribuisce a spingere il dollaro ai massimi delle ultime settimane rispetto all’euro, alla sterlina e al dollaro canadese . L’euro scende dello 0,55% a 1,1384 dollari e tocca quota 1,1367, il minimo dal 28 luglio. Il dollaro si rafforza dello 0,61% rispetto allo yen a 158,33 , con gli speculatori cauti nel provocare un ulteriore intervento giapponese in caso di superamento della soglia di 160,00.
Dopo il pesante selloff di ieri sull'obbligazionario mondiale, riferimenti per l'avvio odierno i 93 punti base, massimo da marzo, per il premio al rischio tra Italia e Germania e 4,51%, massimo da metà novembre 2023, per il rendimento del benchmark luglio 2036.