Tutti le attenzioni sono puntate sulla Bce. Non si attendono novità riguardo al costo del denaro, che dovrebbe quindi essere confermato al minimo storico dello 0,75% ma si attende la conferenza stampa di Draghi per capire se verrà confermata la visione moderatamente ottimista emersa nei commenti dell’ultima riunione
Non è nello stile Bce e neppure nel suo ruolo istituzionale parlare di cambi: tuttavia non è da escludersi almeno un accenno alla recente forza dell’euro e alle potenziali ripercussioni sulla crescita: secondo la Bce dovrebbe essere proprio l’export a tirare fuori dal pantano recessivo l’Europa visto che le altre componenti (domanda interna) continueranno ad essere schiacciate da un calo dei redditi e da politiche fiscali restrittive.
L’Euro sta alla finestra in questi ultimi giorni attestandosi tra 1,35 e 1,36 in attesa di cogliere qualche spunto da Draghi.
Sul fronte dei tassi ufficiali all’ultima riunione Bce era stato escluso un taglio a meno di un ulteriore peggioramento del quadro macro. Il peggioramento non c’è stato ed anzi qualche positivo segnale è emerso in Germania soprattutto. Sembrerebbe quindi da escludersi un taglio nei prossimi mesi. Tuttavia un Euro troppo forte e soprattutto l’indesiderato rialzo dei tassi di interesse delle ultime settimane potrebbe indurre la Bce a considerare l’opzione di un taglio del refi allo 0,5% (non del depo però) anche perché i rimborsi di fondi delle banche europee alla Bce stessa hanno il sapore di politica monetaria meno accomodante e ciò contrasta con le politiche ultraespansive delle altre banche centrali.
I soliti temi 8elezioni in primis) allontanano gli acquirenti dai nostri Btp che restano deboli (vedi rendimenti e spread in homepage nel banner dedicato).
In arrivo da Banca d’Italia i numeri relativi ai finanziamenti in essere degli istituti di credito italiani presso la Bce alla fine di gennaio. A fine di dicembre i prestiti presso Francoforte ammontavano a 271,784 miliardi, in discesa dai 273,268 miliardi di euro di fine novembre.
In un momento assai difficile oggi la Spagna si presenta sul primario con scadenza 2015, 2018, 2029. Attiva sul primario anche la Francia, che offrirà fino a 8 miliardi di titoli a medio lungo.
DATI MACROECONOMICI
GERMANIA
Produzione industriale dicembre
USA
Nuove richieste sussidi disoccupazione settimanali
ASTE DI TITOLI DI STATO
FRANCIA
Oat: scadenza ottobre 2020 cedola 2,5%, scadenza ottobre 2022 cedola 2,25%, ottobre 2027 cedola 2,75%.
SPAGNA
Scadenza 2015, 2018 e 2029.
BANCHE CENTRALI
GRAN BRETAGNA
Boe termina riunione di politica monetaria; annuncio tassi.
ZONA EURO
Bce a Francoforte; annuncio tassi.