Gli sviluppi poco incoraggianti dei negoziati tra Usa ed Iran hanno spinto di nuovo verso l'alto le quotazioni del Brent, che negli scambi asiatici stamani sale del 2% poco sopra i 98 dollari al barile, dopo la decisa flessione registrata ieri tra le aspettative di un imminente accordo. I mercati restano vulnerabili ad eventuali delusioni. Qualsiasi battuta d’arresto nei negoziati, o qualunque segnale di un quadro di cessate il fuoco meno solido del previsto, potrebbe rapidamente innervosire gli investitori. Gli analisti prevedono, inoltre, che il ritorno a normali flussi di petrolio attraverso lo stretto richiederà comunque mesi, mentre le infrastrutture petrolifere e del gas danneggiate vengono riparate. Secondo un membro Bce Francoforte dovrebbe aumentare i tassi di interesse a giugno, anche se i negoziati di pace in corso con l’Iran dovessero portare a un accordo, poiché il conflitto è durato molto più a lungo del previsto ed il rincaro dell’energia si sta già trasmettendo all’economia. I mercati monetari prezzano già pienamente due rialzi e attribuiscono circa il 50% di probabilità ad una terza mossa nel corso del prossimo anno.
CAFFE’ ESPRESSO
26 maggio 2026 - Mercati vulnerabili in caso di soluzione parziale del conflitto in M.O.
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