Il fine settimana ha visto riaccendersi le speranze per il raggiungimento di un accordo per porre fine alla guerra in Medio Oriente dopo le dichiarazioni ottimistiche del presidente Usa. La prospettiva di un accordo imminente in Medio Oriente, nonostante le consuete battute d'arresto, fa sì che sui mercati prevalga la propensione al rischio e il calo del prezzo del greggio porterà probabilmente a una flessione dei rendimenti.
La prospettiva di un accordo a portata di mano per concludere la guerra in Medio Oriente affossa i prezzi del petrolio. Attorno alle 7,40, il futures sul Brent cede 5 dollari e 71 cent a 97,83 dollari il barile e quello sul Nymex 5 dollari e 73 cent a 90,87 dollari.
La seduta sarà probabilmente scandita da volumi più sottili per via della chiusura per festività negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.
In vista della pubblicazione dei dati sull'inflazione dell'area euro di maggio, che sarà diffusa il 2 giugno, arriveranno questa settimana prime indicazioni dalle statistiche nazionali. E sempre gli sviluppi in Medio Oriente zavorrano anche il dollaro. Il cross eurousd vale 1,1643.
In Germania la lettura finale relativa al primo trimestre dell'anno conferma una crescita del prodotto interno lordo pari a 0,3% rispetto al quarto trimestre dell'anno scorso. Su base tendenziale l'incremento è di 0,5% a livello di indice grezzo, 0,4% l'indice destagionalizzato e aggiustato al calendario.
CAFFE’ ESPRESSO
25 maggio 2026 - Speranza di accordo, tassi in calo, dollaro debole, borse positive.
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