Trump ha definito "TOTALMENTE INACCETTABILE" la risposta arrivata ieri dall'Iran alla proposta di pace degli Usa e subito si sono impennati nuovamente i prezzi del petrolio. Ora c'è molta attenzione per la visita del presidente Usa in Cina di mercoledì quando dovrebbe discutere di Iran, tra gli altri temi, con il presidente cinese Xi Jinping. I prezzi del petrolio sono saliti di oltre il 4% nella sessione asiatica sulla reazione di Trump alla risposta iraniana mentre lo Stretto di Hormuz resta in gran parte chiuso. La scorsa settimana, i principali contratti future erano scesi del 6% sulle speranze di una fine imminente del conflitto. Il futures sul Brent viaggia in rialzo di 4,14 dollari a 105,43 dollari il barile e quello sul Nymex di 4,49 dollari a 99,91 dollari.
Il dollaro è salito per il secondo giorno contro le principali valute rivali negli scambi asiatici, sostenuto da solidi dati sul lavoro negli Usa e dalla domanda di beni rifugio.
La presidente Lagarde ha detto che la banca centrale è in una buona posizione per affrontare il balzo dell'inflazione dopo il rincaro dei prezzi del greggio. Mentre stamani il vicepresidente uscente della Bce, Luis de Guindos, in un'intervista pubblicata sul Financial Times, ha invitato i colleghi alla prudenza nel decidere su un atteso rialzo dei tassi il mese prossimo, poiché la crescita è destinata a indebolirsi.
Più tardi in giornata il primo ministro britannico Starmer darà il via a una controffensiva politica con un discorso in cui affermerà che la ricostruzione delle relazioni con il resto d'Europa sarà la missione fondamentale del suo governo, nel tentativo di placare le crescenti richieste di dimissioni.
Il surplus commerciale della Cina con gli Usa ampliato fino a 87,7 miliardi di dollari dall'inizio dell'anno sarà al centro dell'attenzione quando Trump si recherà a Pechino per il vertice con Xi.
CAFFE’ ESPRESSO
11 maggio 2026 - Riflettori su Pechino.
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