Si allentano le pressioni sui Treasuries, con i rendimenti del decennale che scendono dai massimi di agosto portandosi intorno al 4,25%.
In recupero anche il dollaro dopo il dietro front di Trump sui dazi: come abbiamo sottolineato nei giorni scorsi in vari report era evidente il bluff.
I giudici della Corte suprema hanno mostrato scetticismo verso il tentativo di Trump di rimuovere la governatrice Lisa Cook, un caso senza precedenti che mette a rischio l'indipendenza della banca centrale. La Corte, che ha iniziato ieri ad ascoltare le varie argomentazioni, ha lasciato la banchiera in carica in attesa del verdetto, che dovrebbe arrivare entro fine giugno. La banca centrale manterrà il tasso di riferimento invariato per questo trimestre e forse fino alla fine del mandato di Jerome Powell, a maggio, segnando un cambiamento rispetto al mese scorso, quando si ipotizzava almeno un taglio entro marzo. Le attese secondo cui l'economia statunitense continuerà a crescere con forza scoraggiano tagli nel breve termine, considerato anche che l'inflazione resta decisamente al di sopra dell'obiettivo del 2%. Continuamo a prevedere, comunque, almeno due riduzioni nel corso dell'anno. In quest'ottica saranno particolarmente monitorati gli aggiornamenti odierni su Pil e prezzi Usa. La lettura finale del terzo trimestre dovrebbe confermare che l'economia statunitense ha messo a segno una crescita del 4,3%.
Inizia oggi per concludersi domani il meeting della banca centrale giapponese, che dovrebbe rimanere ferma ma segnalare la disponibilità a ulteriori futuri rialzi dei tassi, mentre il recente indebolimento dello yen e le prospettive di robusti aumenti salariali mantengono alta l'attenzione dei decisori sul contenimento delle pressioni inflazionistiche.
Difficilmente, tuttavia, il governatore Ueda fornirà indicazioni puntuali sui tempi di una ripresa dell'inasprimento monetario, in un contesto delicato dopo il recente sell‑off sui titoli di Stato nipponici innescato dalla prospettiva di elezioni anticipate, con maggiori spese e tagli fiscali all'orizzonte che hanno riacceso dubbi sulla sostenibilità delle finanze pubbliche.
L'export nipponico è aumentato per il quarto mese consecutivo a dicembre, ma il calo delle spedizioni verso gli Stati Uniti mette in dubbio che la crescita possa essere mantenuta nei prossimi mesi.