L'amministrazione Trump ha intensificato la sua campagna di pressione sulla Fed, minacciando di incriminare il presidente Jerome Powell per le dichiarazioni rese al Congresso in merito a un progetto di ristrutturazione edilizia, un'azione che Powell ha definito un "pretesto" per ottenere maggiore influenza sui tassi di interesse che Trump vuole ridurre drasticamente.
In Iran oltre 500 persone sono morte nei movimenti di protesta secondo quanto riferito domenica da un gruppo per i diritti umani, mentre Teheran ha minacciato di prendere di mira le basi militari statunitensi se il presidente Trump darà seguito alle sue rinnovate minacce di intervenire a favore dei manifestanti. La riscrittura delle regole della geopolitica da parte di Washington in America Latina ha finora scosso soprattutto i mercati energetici. Ma sta alimentando timori sulle intenzioni degli Stati Uniti verso altre aree del mondo.
Dopo che i dati sull'occupazione di venerdì hanno supportato l'eventualità di tassi invariati al Fomc di questo mese, ulteriori indicazioni sulle prospettive a breve della politica monetaria statunitense arriveranno dai numeri sul Cpi di dicembre in calendario domani. L’inflazione - che ha mostrato un rallentamento tendenziale a novembre sebbene distorto da una raccolta dati incompleta a causa dello shutdown - è rimasta ostinatamente sopra l’obiettivo del 2% fissato dalla Fed, rappresentando un potenziale ostacolo a ulteriori allentamenti da parte della banca centrale, mentre alcuni investitori temono un ritorno delle pressioni sui prezzi. Le attese per dicembre sono per un indice generale stabile al 2,7% con la core in frazionale accelerazione al 2,7% dal precedente 2,6%. Il rapporto sull’indice dei prezzi al consumo è tra gli ultimi dati chiave prima del meeting del 27-28 gennaio. Dopo aver tagliato i tassi in ciascuna delle ultime tre riunioni del 2025, l'istituto dovrebbe mantenerli invariati, ma i mercati scontano almeno altre due riduzioni da un quarto di punto entro la fine del 2026.
Mentre il tema del massiccio stimolo fiscale in Germania sarà uno dei temi che domineranno l'attenzione dei mercati quest'anno, sono in agenda giovedì le statistiche sul Pil 2025. Dopo essersi contratta per due anni consecutivi - -0,5% nel 2024 e -0,9% nel 2023 - l'economia tedesca dovrebbe essere cresciuta dello 0,3% lo scorso anno secondo le stime Ocse. I principali motori della crescita sono stati probabilmente i consumi privati e pubblici, mentre la spesa in conto capitale, gli investimenti edilizi e le esportazioni nette hanno verosimilmente continuato a pesare.
In Asia il dollaro ha registrato il calo più significativo delle ultime tre settimane, dopo la notizia dell'indagine penale sul presidente Fed Powell che aumenta le tensioni con l'amministrazione Trump. L'oro ha invece raggiunto il record di 4.600,33 dollari l'oncia dopo la notizia e la replica di Powell in difesa dell'indipendenza della banca centrale.
I prezzi del petrolio sono aumentati per l'escalation delle proteste in Iran che mette a rischio le forniture del produttore Opec. I rialzi sono stati mitigati dalle prospettive di ripresa dell'export petrolifero dal Venezuela.