CAFFE’ ESPRESSO

22 ottobre 2025 - Tornano le tensioni geopolitiche.

Gli investitori si concentreranno nella seduta odierna sugli sviluppi nelle relazioni tra Usa, Cina e Russia con gli incontri previsti tra il presidente Usa e gli omologhi russo e cinese in forse.

 

Ieri i rendimenti euro sono scesi, in linea con quelli dei Treasuries, riprendendo il trend visto la scorsa settimana, tra le preoccupazioni del mercato sul credito statunitense e le scommesse su un ulteriore allentamento della Federal Reserve.

Gli investitori attendono i dati sull'inflazione statunitense, la cui diffusione è stata posticipata a venerdì, unico dato economico significativo pubblicato durante il lungo shutdown Usa.

 

 

 

La Fed si riunirà la prossima settimana e i mercati attualmente ritengono pressoché certo un taglio dei tassi di 25 punti base, mossa che si ripeterà probabilmente a dicembre.

Nel frattempo, nella zona euro, l'inflazione è vicina all'obiettivo e la crescita abbastanza resiliente. Nelle sue più recenti dichiarazioni Christine Lagarde - che riprenderà la parola ad un evento pubblico nel primo pomeriggio - ha ripetutamente affermato che l'istituto si trova in una "buona posizione", suggerendo che non sarà necessario adottare misure di politica monetaria nelle prossime riunioni. Previsto in giornata anche l'intervento del capo economista di Francoforte Lane.

 

La premier giapponese Sanae Takaichi sta lavorando a un pacchetto di misure per l'economia che probabilmente sarà più consistente rispetto a quello dello scorso anno di 92 miliardi di dollari. Le misure andranno a sostegno delle famiglie alle prese con un'inflazione elevata, secondo quanto riferito da fonti a conoscenza del piano. Il pacchetto rappresenta la prima iniziativa di Takaichi in campo economico da ieri l giorno del suo insediamento

 

La Banca del Giappone alzerà i tassi o questo mese o in dicembre, secondo un sondaggio Reuters nell'ambito del quale circa il 96% degli economisti interpellati si aspetta un rialzo dei tassi di almeno 25 punti base entro marzo. Il meeting della BoJ è in calendario la prossima settimana.

Sul fronte macro, in settembre l'export del Paese è cresciuto per la prima volta in cinque mesi grazie alla debolezza dello yen mettendo a segno un +4,2% su anno contro attese per +4,6%. Le prospettive però restano fosche per via della debolezza delle esportazioni verso gli Usa. L'import ha registrato un incremento di 3,3%, oltre le attese per +0,6%. La bilancia commerciale ha visto un deficit di 234,6 miliardi di yen contro un'attesa per un avanzo di 22,2 miliardi.

 

In settembre i prezzi al consumo in Gran Bretagna si sono attestati a 3,8% su anno, contro attese per 4%. Sono rimasti sullo stesso livello di agosto.

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