CAFFE’ ESPRESSO

10 luglio 2024 - Pochi spunti dal presidente Fed.

Il mercato tornato a concentrarsi su politica monetaria ed economia reale dopo le parole prudenti di Jerome Powell circa il prossimo ciclo di allentamento. Parlando davanti alla commissione per i Servizi finanziari del Senato nel corso di una testimonianza semestrale - questo pomeriggio invece sarà alla Camera - il banchiere centrale Usa ha detto esplicitamente che non avrebbe fornito alcuna tempistica sui tagli dei tassi, sottolineando che la Fed continuerà a decidere le sue mosse in base ai dati, meeting per meeting, e che in questo momento è impegnata nel bilanciare rischi che vengono su due fronti. Allentare troppo presto potrebbe avere effetti negativi sul processo di disinflazione in corso, farlo troppo tardi avrebbe riverberi indesiderati sulla crescita e sull'occupazione. I commenti di Powell - che ha riconosciuto i progressi effettuati sul fronte prezzi e parlato di un'economia non più "surriscaldata" - lasciano tuttavia la porta aperta all'eventualità che il Fomc del 30-31 luglio torni ad indicare la possibilità di una riduzione dei tassi già a settembre, che gli investitori prezzano al momento al 70% circa. Cruciale, in questo senso, sarà l'aggiornamento su Cpi Usa di giugno in calendario domani. Stando al consensus, l'inflazione core dovrebbe mostrarsi stabile a livello tendenziale al 3,4%, mentre l'indice generale rallenterebbe al 3,1% dal 3,3% di maggio. Anche l'inflazione dei servizi dovrebbe dare segni di decelerazione.

 

La crescita dei salari nell'area dell'euro è aumentata nel mese di giugno - +3,7% tendenziale da +3,5% del mese precedente - con le buste paga che continuano a recuperare il ritardo rispetto ai prezzi dopo due anni di inflazione elevata.

Gli ultimi dati dell'Indeed Wage Tracker, spesso citati dal capo economista della Banca Centrale Europea Philip Lane, sono sostanzialmente in linea con le proiezioni della banca centrale e non dovrebbero far deragliare le aspettative di uno o due ulteriori tagli dei tassi di interesse quest'anno.

Francoforte è nelle condizioni di continuare ad ammorbidire la sua politica, ma dovrà essere pronta a rispondere a eventuali nuovi shock.

 

 

Secondo Moody's, che ha avvertito che l'esito delle urne in Francia appare negativo per il merito di credito del Paese, una grande coalizione renderebbe più difficoltoso il processo decisionale e il compito di riportare il debito sotto controllo, mentre Parigi è sotto procedura da parte dell'Ue.

Per Fitch, c'è un alto rischio che il prossimo governo approvi misure che faranno aumentare la spesa, aggravando il quadro fiscale.

 

 

 

I prezzi al consumo cinesi sono cresciuti per il quinto mese a giugno, ma hanno disatteso le aspettative, mentre la deflazione dei prezzi alla produzione continua, con la domanda interna che si è arenata su una lenta ripresa nonostante le misure di sostegno alla seconda economia mondiale.

 

Secondo alcune fonti, al meeting in programma il 30-31 luglio la Banca del Giappone ridurrà le previsioni di crescita economica per quest'anno, ma indicherà un'inflazione intorno al suo obiettivo del 2% nei prossimi anni, mantenendo viva la possibilità di un aumento dei tassi di interesse questo mese.

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