CAFFE’ ESPRESSO

12 ottobre 2022 - Minute Fed in attesa dell'inflazione di domani.

Attesa in serata la pubblicazione delle minute relative all'ultimo Fomc. Le aspettative di un'ulteriore stretta da parte della Federal Reserve sono cresciute dopo i recenti dati sull'occupazione Usa, solidi e sopra le attese. Nel primo pomeriggio saranno monitorati con attenzione i numeri sui prezzi alla produzione statunitense, attesi al 7,3% su anno in settembre per l'indice core, stabili dal mese prima. Un marginale rallentamento è visto per i prezzi al consumo - in agenda domani e per i quali il consensus converge su un +8,1% tendenziale dal +8,3% di agosto - sebbene la componente di fondo dovrebbe invece subire un'accelerazione. Il mercato si aspetta che la banca centrale aumenti per la quarta volta consecutiva il tasso di interesse di riferimento di 75 punti base in occasione della riunione politica dell'1-2 novembre. Gli investitori temono che l'inasprimento della politica della Fed, il più aggressivo da decenni a questa parte, possa far precipitare l'economia in recessione.

 

I ministri Ue dell'Energia si riuniranno oggi a Praga per cercare di fare progressi su un tetto ai prezzi e trovare soluzioni comuni dopo la riduzione delle forniture russe, che un tempo coprivano circa il 40% del fabbisogno di gas dell'Europa.

 

Occhi su una serie di interventi, a partire da quello della presidente Lagarde nel pomeriggio, mentre gli investitori guardano a qualunque possibile indicazione e cercano di capire se lo spauracchio della recessione possa modificare i piani hawkish di Francoforte. Ieri, il capo economista Philip Lane ha segnalato che i rialzi dei tassi potrebbero avere sui mercati un impatto maggiore rispetto alla riduzione del bilancio della Bce.

 

La Banca d'Inghilterra ha segnalato privatamente agli istituti di credito di essere pronta a estendere il suo programma di emergenza di acquisto di obbligazioni oltre la scadenza di venerdì, se le condizioni di mercato lo richiedessero.

 

Le autorità giapponesi hanno messo in guardia gli investitori dal vendere yen, mentre il dollaro è salito a un nuovo massimo da 24 anni contro la valuta nipponica, sollevando speculazioni su un secondo round di interventi.

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