CAFFE’ ESPRESSO

4 ottobre 2022 - In rientro i tassi: la Bank of Australia alza meno del previsto.

Il rimbalzo della prima seduta del quarto trimestre è stato innescato dall’arrivo di un altro segnale del rallentamento dell’economia degli Stati Uniti, il calo dell’indice ISM manifatturiero ha spinto il mercato a prezzare per i prossimi mesi un cambio della politica monetaria della Federal Reserve.

 

Sembrerebbe già entrata in questo nuovo corso la banca centrale dell’Australia. Stanotte la Reserve Bank of Austrialia ha sorpreso con un rialzo dei tassi di dimensioni minime, solo 25 punti base: il consensus si aspettava mezzo punto percentuale. Nel comunicato, il governatore Philip Lowe promette vigore ed impegno nel contrasto all’inflazione, ma il provvedimento rivela che il board non ha intenzione di trascurare la crescita economica.

 

Nel primo pomeriggio appuntamento di rilievo con Francoforte che diffonde lo spaccato bimestrale, di agosto e settembre, sui reinvestimenti in ambito Pepp - il programma pandemico chiuso a fine marzo - e quelli del mese scorso in ambito Qe, l'altro piano di acquisto titoli targato Bce terminato a fine giugno. Gli ultimi numeri sul Pepp, resi noti a luglio, avevano mostrato un supporto significativo ai governativi italiani da parte della banca centrale, dopo il collasso del governo Draghi. Lagarde parlerà nel pomeriggio ad un evento pubblico a Cipro, mentre gli occhi saranno domani al previsto board - senza decisioni politiche - che potrebbe però iniziare a ragionare di un altro tema nodale per il Btp, ossia la riduzione del bilancio.

 

Riflettori puntati sul vertice dei ministri delle Finanze dell'Unione europea cui parteciperà anche il vice presidente Bce. Ieri alla riunione tenutasi a Lussemburgo e riservata ai soli titolari delle Finanze della zona euro si è convenuto che i governi dell'area euro non possono proteggere completamente l'economia dall'impennata dei prezzi dell'energia e si concentreranno sulla protezione delle fasce più vulnerabili attraverso misure eccezionali, mirate e temporanee che agiscano sul reddito.

 

In mattinata Eurostat diffonde l'aggiornamento sui prezzi alla produzione che, da attese, dovrebbero mostrare ad agosto un'accelerazione congiunturale del 4,9%, dal +4,0% del mese precedente, e un +43,2% su anno dal +37,9% di luglio, surriscaldati dal rincaro dell'energia. Relativo a settembre, l'indice dei prezzi al consumo del blocco, diffuso la scorsa settimana, ha mostrato un nuovo record a 10%.

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