CAFFE’ ESPRESSO

26 settembre 2022 - Dollaro forte, sterlina debole, tassi ancora in rialzo.

Si riparte dal 4,36% per il tasso del decennale benchmark dopo una seduta particolarmente volatile, venerdì, che ha visto lo spread con il Bund allargarsi di circa una decina di punti fino a 232 centesimi, tra il nervosismo degli operatori.

 

L'attenzione nel pomeriggio tornerà alla politica monetaria, principale driver delle recenti sessioni, e in particolare al Parlamento europeo dove è in agenda un'audizione di Christine Lagarde. I recenti toni restrittivi di Francoforte hanno impattato pesantemente sul mercato, specie sul segmento breve più sensibile alle crescenti aspettative di rialzi dei tassi.

 

La Bce, secondo alcune fonti, ragiona inoltre su come contenere i costi dovuti alle banche per il pagamento degli interessi sulla liquidità in eccesso, e su possibili ritocchi al Tltro.

 

In Gran Bretagna, Bank of England potrebbe intervenire nuovamente in settimana con un incremento dei tassi, dopo le scosse subite dall'obbligazionario sulla scia dell'annuncio, da parte del nuovo governo, di importanti tagli alle tasse da finanziare con più emissioni.

 

Sul fronte Usa, i mercati continuano a scommettere che la Federal Reserve si manterrà su un percorso aggressivo, nonostante stime Pmi che hanno evidenziato un'ulteriore contrazione dell'attività delle imprese a settembre.

 

Dopo dati Pmi che la settimana scorsa hanno fotografato rischi tangibili di una recessione nella zona euro, e con un'agenda macro particolarmente scarna, gli occhi stamani saranno puntati sull'indice che misura la fiducia delle imprese in Germania, visto in ulteriore peggioramento a settembre a 87 dal precedente 88,5.

 

Intorno alle 7,40 italiane l'euro è debole, sui minimi ventennali, intorno a quota 0,9624 dollari dopo un tuffo fino a 0,9524 nella notte.

 

 

La sterlina scivola su nuovi minimi record tra i timori legati al programma di sussidi e tagli fiscali presentato dal ministro delle Finanze.

 

Nel tentativo di sostenere lo yuan, la banca centrale cinese ha fatto sapere che a partire dal 28 settembre aumenterà al 20% dallo zero attuale le riserve di rischio di cambio per le istituzioni finanziarie che acquistano valuta a termine.

 

Anche le autorità nipponiche restano pronte a rispondere a qualunque movimento speculativo dopo che la scorsa settimana sono intervenute sul forex per la prima volta dal 1998, in aiuto allo yen, sui minimi da 24 anni.

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