I tre fattori attualmente in grado di condizionare l’andamento dei mercati sono: Grecia (rinnovo aiuti), Spagna (richiesta di aiuto), rallentamento crescita globale (ieri FMI ha rivisto anche pesantemente l’outlook).
Allargando l’orizzonte temporale altri fattori di incertezza riguardano le elezioni Usa e soprattutto le incertezze sulla politica fiscale Usa per il 2013.
Ma l’elemento più destabilizzante potrebbe derivare dalla mancanza di unitarietà europea. Le prime avvisaglie ci sono state con i Paesi virtuosi pronti a mettersi di traverso per impedire alla Bce di attuare le misure anti spread. La Merkel sotto elezioni non vorrà deludere quella buona fetta di elettorato contraria all’attuale politica di salvataggi. Infine l’unione bancaria (controllo bancario unificato) pur avendo stabilito una serie di tappe pare essere avversato dai “primi della classe”. Germania, Olanda e Finlandia inoltre stanno cercando di depotenziare l’Esm cambiando le regole precedentemente sottoscritte: in particolare vorrebbero che gli aiuti Esm potranno essere attivati solo a coprire nuovi debiti bancari e non quelli esistenti fino all’altro ieri.
Ricordiamo infine che sono in corso le trattative per il rifinanziamento Ue per il 2014-2020; tale decisione deve essere presa all’unanimità ma la GB sembra già pronta a smarcarsi.