Alla Reserve Bank di Wellington (rialzo di 0,5% dei tassi da parte della banca centrale neozelandese che ora sono al 2%) sono determinati a portare avanti con energia la stretta monetaria, alla Federal Reserve di Washington si comincia a riflettere sugli effetti collaterali della terapia contro l’inflazione. Il presidente della Fed di Atlanta ha affermato che bisogna “procedere senza avventatezza”. I responsabili della politica monetaria devono essere "consapevoli" degli effetti, in parte ancora da valutare, della pandemia, della guerra in Ucraina e delle limitazioni dell'offerta sulle prospettive economiche, e "procedere con cautela nell'inasprimento della politica".
Quel che sta succedendo nel mondo dei bond mostra che almeno una parte del mercato non sta più guardando all’inflazione, ma al rallentamento dell’economia. I dati macro Usa di ieri, soprattutto quello sulle case, sono stati eloquenti. I consumatori, messi alle corde da una riduzione del potere d’acquisto in corso ormai da parecchi mesi, cominciano a tagliare il superfluo. Lo si è visto all’inizio con Netflix , crollata in borsa ai primi segnali di un’inversione del percorso di crescita degli abbonati. Ma la revisione delle abitudini consumistiche riguarda anche i beni primari, quelli che si comprano al super mercato: Wal Mart e Target, la scorsa settimana hanno mostrato quali possano essere gli effetti, soprattutto sui margini, del cambio di scenario in corso: prezzi e costi che salgono, consumatori che comprano merci più economiche.
Il Treasuruy Note a dieci anni si è portato a 2,76%, da 2,84% del giorno prima. Le aspettative sull’inflazione si sono ridimensionate leggermente ed i future sul rialzo dei tassi anticipano un incremento di 135 punti base nelle prossime tre riunioni del Federal Open Market Committee della Federal Reserve, sei punti base in meno rispetto a lunedì sera.
Attesi in giornata una serie di interventi in ambito Bce, a partire da quelli della presidente Christine Lagarde e del capo economista Philip Lane, mentre il mercato continua a interrogarsi sulla portata della prossima stretta. Ieri la presidente Christine Lagarde ha previsto che il tasso sui depositi della Bce sia a zero o "leggermente al di sopra" entro fine settembre, mentre secondo un membro del board non c'è consenso unanime tra i banchieri centrali su un aumento di 50 punti base in un'unica soluzione.
In serata occhi puntati sulle minute dell'ultimo meeting della Fed, i cui esponenti sostengono altri due consistenti rialzi dei tassi a giugno e luglio, anche se è oggetto di dibattito interno quale sarà poi il percorso.
Il Pil tedesco nel primo trimestre sale dello 0,2% su trimestre e del 3,8% tendenziale a livello destagionalizzato (attese 0,2%, 3,7%) e del 4% su anno - in linea con le attese - non destagionalizzato. Sempre in Germania, la fiducia dei consumatori a giugno si attesta a in linea con le attese -26 dal precedente -26,6.