Il morale degli investitori tedeschi è peggiorato meno delle aspettative ad aprile, grazie a un calo delle attese di inflazione che ha lasciato spazio alla speranza sulle prospettive della maggiore economia europea. L'indice sul sentiment economico a cura dell'istituto di ricerca economica Zew è calato a -41,0 punti da -39,3 di marzo. Il consensus era a -48,0 per aprile. L'indicatore Zew del sentiment economico rimane a un livello basso. Gli esperti sono pessimisti sull'attuale situazione economica e ritengono che continuerà a deteriorarsi. Il calo nelle attese di inflazione, che vede un taglio di circa metà del notevole incremento del mese scorso, lascia un po' di spazio alla speranza. Tuttavia la prospettiva di una stagflazione nei prossimi sei mesi rimane. A proposito di inflazione a marzo l'indice dei prezzi al consumo negli Usa ha registrato un aumento dell’1,2% su base mensile, in linea con il consensus, dopo il +0,8% di febbraio. Anno su anno la variazione si attesta a +8,5%, superiore alle attese (+8,4%) e in accelerazione rispetto al +7,9% del mese precedente. Il core rate, ossia l'indice dei prezzi al consumo depurato delle componenti più volatili quali cibo ed energia, ha evidenziato un incremento dello 0,3% su base mensile, inferiore al dato precedente e al consensus (entrambi +0,5%) e un aumento su base annua del 6,5% (stima +6,6%), dopo il +6,4% di febbraio. In generale permane la pressione sull’obbligazionario con tassi ancora in rialzo.
Alla vigilia del meeting Bce, appuntamento con il collocamento di Btp a medio lungo di metà mese. Complici le crescenti attese per una stretta monetaria da parte di Francoforte - i mercati prezzano rialzi per circa 70 punti base entro fine anno - i tassi sono visti in deciso aumento. Il Tesoro offre un massimo di 8 miliardi di euro in cinque titoli tra cui il nuovo Btp a 3 anni, agosto 2025, e le riaperture del Btp a 7 anni (febbraio 2029) e quella del 30 anni (settembre 2052). In chiusura ieri i rendimenti scambiavano rispettivamente a circa 1,30% sul mercato grigio, a poco più di 2% e attorno a 2,85% da confrontare con lo 0,57% (sul titolo dicembre 2024) e l'1,47% dell'asta di metà marzo e con il 2,16% del collocamento via sindacato del 30 anni a gennaio. Nell'asta del Bot annuale ieri il rendimento è balzato al massimo dal giugno 2020 a -0,105%.
Ieri in seduta il tasso del benchmark a 10 anni si è spinto fino a quota 2,54%, ritoccando il massimo dal 18 marzo 2020, per scendere fino a 2,38% dopo i dati sull'inflazione Usa che i mercati evidentemente si aspettavano ancor più elevata. Il dato di ieri potrebbe indicare, per molti analisti, il raggiungimento di un picco alleggerendo così le pressioni sulla Fed.
In seno alla Fed invece cresce la divergenza di vedute sull'eventualità che un'inflazione elevata possa diventare un problema ricorrente in futuro.