Al tavolo negoziale sembrano un po’ meno lontane le posizioni di Mosca e Kiev sulla neutralità dell’Ucraina e sul campo le truppe russe hanno permesso a decine di migliaia di civili di abbandonare le città assediate.
Stasera la Federal Reserve pubblica le proprie decisioni di politica monetaria con il mercato che dà pressoché per scontato un rialzo di 25 punti base del tasso di riferimento che, se confermato, sarebbe il primo dopo lo scoppio della pandemia. L'attenzione degli investitori sarà poi concentrata sulle nuove previsioni economiche che offriranno un'idea di quanto e quanto rapidamente l'istituto centrale Usa alzerà i tassi quest'anno oltre che sull'impatto del conflitto in Ucraina e dell'inflazione, al massimo da 40 anni. I contratti Future sui Fed Fund stanno indicando 6 o 7 rialzi dei tassi Usa nel 2022 e altri 1 o 2 nel 2023: il Libor usd 3 mesi è atteso salire da 0,8% a 2,1% per fine anno e 2,50% per giugno 2023.
Domani la Banca d'Inghilterra aumenterà di nuovo i tassi, per la terza volta di fila.
E’ in agenda oggi il pagamento delle cedole per 117 milioni di dollari su due obbligazioni russe denominate in valuta Usa e che il Cremlino potrebbe ripagare in rubli. L'agenzia Fitch ha detto che se questo scenario dovesse concretizzarsi saremmo di fronte a un default. Dal Fondo monetario l'allarme che la guerra possa alterare in modo significativo l'ordine globale politico ed economico.
La presidente Bce Lagarde ha spiegato che l'economia della zona euro sta ancora procedendo verso una crescita robusta nel 2022, nonostante il conflitto in Ucraina e il vice presidente ha aggiunto di non vedere una recessione in Europa per via della guerra. Ma proprio a causa del conflitto e delle sanzioni economiche contro la Russia, la lettura di marzo della fiducia degli investitori tedeschi ha visto ieri un calo record, con il crollo delle aspettative che rende una recessione nella maggiore economia europea "sempre più probabile".
Mentre in Italia i nuovi casi aumentano sensibilmente, in linea con un maggior numero di tamponi processati, e salgono anche i decessi, in Cina si è registrato ieri il picco di infezioni in due anni. Il dato fa aumentare i timori sulle ricadute per l'economia delle rigide misure adottate contro il virus.
Le borse asiatiche sono positive così come l’apertura di quelle europee sulla scia di quelle Usa. I future di Wall Street sono poco mossi, dopo il rally di ieri. Si stabilizza il petrolio, che nel giro di pochi giorni ha perso circa trenta dollari al barile.
Continua ad essere un mercato molto volatile con gli investitori perplessi e indecisi su cosa fare, spinti a prendere decisioni a livello umorale e cambiare idea anche più volte all’interno della stessa seduta in un contesto che vede aggiungersi le preoccupazioni per una nuova ondata covid a quelle per la guerra in Ucraina. L’indice Vix, che misura la volatilità nei mercati, è a 32: un valore superiore ai 30 punti, indica che gli investitori considerano il mercato molto volatile. Dallo scoppio del conflitto, il Vix non è mai sceso sotto i trenta punti.
Secondo il consiglio di vigilanza Bce la crisi economica russa causata dalle sanzioni probabilmente porterà un deterioramento dei crediti, ma l'esposizione delle banche della zona euro nel paese appare contenuta. Se le banche si allontaneranno dalle loro filiali e controllate russe, l'impatto sarà gestibile, data l'attuale solida posizione patrimoniale dei gruppi.