Gli esponenti del board della Federal Reserve il mese scorso si sono trovati d'accordo nel dire che, con l'inflazione sui massimi da quarant'anni e un mercato del lavoro solido, è tempo di alzare i tassi di interesse ma anche sul fatto che qualsiasi decisione dipenderà da una valutazione "meeting dopo meeting" dei dati, in primis quelli sull'inflazione. E' quanto emerge dai resoconti della riunione di fine gennaio da cui si evince anche che tra i consiglieri non c'è una inclinazione particolare a seguire un determinato percorso per il ritocco verso l'alto del costo del denaro. Gli investitori avevano iniziato a prezzare un rialzo di mezzo punto da parte della Fed il mese prossimo ma ora considerano più probabile un aumento di un quarto di punto. Negli scambi asiatici i rendimenti dei Treasuries sono scesi ancora sulla scia delle scommesse del mercato per una Fed meno 'hawkish' del previsto e sulla richiesta di beni rifugio per le tensioni in Ucraina.
Si fa più tesa la situazione in Ucraina: i separatisti che godono del sostegno russo nella zona orientale del Paese hanno accusato le forze di governo di aver aperto il fuoco quattro volte nelle ultime 24 ore. Stati uniti e Nato sostengono che Mosca stia ancora dispiegando soldati lungo i confini nonostante la Russia insista nel parlare di un ritiro delle truppe, mettendo in dubbio la presunta volontà del presidente Putin di negoziare una soluzione per la crisi. Resta tuttavia ancora aperto il canale diplomatico con un vertice dei leader Ue alle 12,30 e con la riunione dei ministri del G7 in agenda per sabato.
L'Indonesia ospita la riunione dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali del G20. Al centro del dibattito le ricadute delle tensioni geopolitiche, l'aumento dell'inflazione e la politica monetaria meno accomodante in alcune aree. In Europa, tra gli interventi di esponenti del board Bce in programma oggi quello del capo economista Lane alle 15,00.