La Banca centrale europea continuerà probabilmente a comprare obbligazioni fino al 2022 per rilanciare l'economia del blocco e potrebbe anche riprendere gli acquisti pandemici di emergenza dopo la loro fine a marzo, ha detto Luis de Guindos al giornale francese Les Echos. Le dichiarazioni del vicepresidente Bce indicano che non vi saranno strette il prossimo anno, dato che la guidance dell'istituto stabilisce che qualsiasi aumento dei tassi di interesse arrivi "poco dopo" la fine del quantitative easing. Ma De Guindos si è mostrato più cauto sul 2023, in contrasto con il collega spagnolo Pablo Hernandez de Cos secondo cui un rialzo è altamente improbabile non solo nel 2022 "ma anche per qualche tempo oltre".
Sul lato inflazione, la corsa dei prezzi - e il riconoscimento viene dal "falco" Isabel Schnabel - ha raggiunto il suo picco in novembre e sarebbe dunque prematuro incrementare i saggi di interesse visto che l'inflazione dovrebbe gradualmente rallentare il prossimo anno. Le aspettative di lungo termine sui prezzi al consumo sono scese ieri intorno all'1,8% dal 2,09% di ottobre, a fronte di un target simmetrico Bce pari al 2%.
Una notazione meno ottimista arriva dalle agenzie di rating Fitch e Moody's che ieri avvertivano delle possibili ripercussioni sulla crescita globale del diffondersi della variante Omicron che potrebbe, tra l'altro, spingere in alto i prezzi.
Dopo i dati forti sull'inflazione in Germania e in Spagna ieri, attenzione stamani alla lettura preliminare per l'intero blocco a novembre, vista a 4,5% da 4,1% il mese prima.
Audizione del presidente della Fed Powell e della segretaria del Tesoro Yellen davanti alla Commissione bancaria del Senato questo pomeriggio. Nel testo del discorso che pronuncerà oggi dinnanzi al Congresso, reso noto anticipatamente ieri dalla banca centrale Usa, Powell dice di continuare ad aspettarsi che l'inflazione si ridurrà nel corso del prossimo anno, ma avverte che il nuovo ceppo Omicron confonde le prospettive, aggiungendo che i prezzi potrebbero continuare a salire nell'immediato per un periodo più lungo di quanto si pensasse. Il numero uno del Fomc non menziona la timeline del taper - iniziato questo mese e che alcuni membri del board vorrebbero velocizzare -, anche se sottolinea che il mercato del lavoro ha ancora spazio prima di raggiungere la piena occupazione, una delle condizioni poste dalla Fed per considerare un aumento dei tassi.
Dal canto suo, nelle dichiarazioni preparate per l'audizione, Yellen si dice fiduciosa che "a questo punto" la ripresi Usa resterà forte, invitando però il Senato ad agire subito per aumentare i limiti sul debito. Un voto del Congresso su questo tema potrebbe arrivare domani.
L'attività manifatturiera cinese ha inaspettatamente ripreso quota a novembre, crescendo per la prima volta in tre mesi, mentre l'aumento dei prezzi delle materie prime e il razionamento dell'energia si sono attenuati, togliendo un po' di pressione al settore.
ZONA EURO
Stima prezzi al consumo novembre
USA
Pmi Chicago novembre.
Fiducia consumatori novembre