CAFFE’ ESPRESSO

24 novembre 2021 - Tensioni sull'obbligazionario con tassi in rialzo.

Tensione sull’obbligazionario con i rendimenti in rialzo; due membri della BCE hanno riportato l'attenzione sulla minaccia dell'inflazione, oltre che sulla necessità di chiudere la stagione degli stimoli monetari. Gli investitori cominciano a ragionare sulla fine del programma anti-pandemico Bce, a marzo, che non si esclude potrebbe mettere sotto pressione i periferici, Btp in testa, al di là dei bilanciamenti sull'App che Francoforte vorrà applicare. Si allarga lo spread. Migliori delle attese gli indici Pmi direttori acquisti europei mentre deludono leggermente quelli Usa.

Riferimenti odierni per l'apertura saranno 1,07% per il tasso del Btp benchmark dicembre 2031 e 126 punti base per lo spread sul Bund a dieci anni, che ieri hanno toccato entrambi i massimi da circa tre settimane in una seduta che ha visto balzare i tassi dei governativi nella zona euro, con in testa i periferici, sul rafforzamento delle attese di una stretta monetaria.

Stasera il Fomc pubblica i verbali della riunione di politica monetaria del 2-3 novembre, da cui potrebbero arrivare ulteriori indicazioni per un mercato che scommette su una stretta in tempi più rapidi da parte della Federal Reserve ora che Jerome Powell è stato confermato alla guida dell'istituto.

La Reserve Bank of New Zealand ha alzato i tassi di interesse per il secondo mese consecutivo - a 0,75% come atteso - per contrastare le pressioni inflazionistiche, segnalando che ci saranno rialzi stabilmente nei prossimi anni.

Meeting anche per la banca centrale svedese, che annuncerà la decisione sui tassi domani. La Riksbank non dovrebbe modificare la sua politica monetaria nonostante un'inflazione ai livelli più alti dal 2008.

Sul fronte Bank of England, le aspettative dei mercati per un aumento dei tassi di interesse il prossimo anno riflettono un outlook economico migliore che all'apice della pandemia.

Con un'agenda macro scarna, occhi in mattinata sul morale delle imprese tedesche a novembre con l'indice Ifo atteso in flessione tra aumenti dei contagi e nuove restrizioni, dopo l'inatteso aumento dell'attività economica nel blocco fotografato ieri dai Pmi.

Nutrita, prima della chiusura domani per il Ringraziamento, la serie di numeri in arrivo nel pomeriggio da oltreoceano, a partire dalla seconda stima del Pil relativo al terzo trimestre visto al 2,2%, dalle nuove richieste settimanali di disoccupazione attese in calo a 260.000 e dall'indice dei prezzi di ottobre basato sulla spesa al consumo personale, monitorato con particolare attenzione dalla Fed. Ieri intanto il Pmi composito ha mostrato un leggero rallentamento questo mese dell'attività delle imprese, che scontano scarsità di personale e di materie prime.

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