CAFFE’ ESPRESSO

12 novembre 2021 - Inflazione ancora al centro dell'attenzione.

Si avvia a concludersi oggi a Glasgow il summit delle Nazioni Unite sul clima. Dopo due settimane di colloqui, i quasi 200 paesi rappresentati al vertice rimangono in disaccordo su una serie di questioni chiave, da come le nazioni ricche dovrebbero compensare quelle povere per i danni causati dai disastri climatici a quanto spesso i vari Paesi dovrebbero essere obbligati ad aggiornare i loro impegni sulle emissioni.

 

Per quanto la Banca centrale europea dovrebbe agire con più cautela rispetto alla Fed - che nelle attese applicherà una prima stretta a luglio - i futures sull'Eonia prezzano completamente un rialzo di 10 punti base da parte di Francoforte al meeting di settembre 2022 rispetto all'indicazione entro dicembre 2022 vista a inizio settimana.

L'inflazione dell'area euro per il  2022 è stimata in media al 2,2%, dunque sopra al target Bce del 2%, ma in graduale rallentamento da un primo trimestre forte (+3,1%) a +2,7% nel secondo e 2,1% nel terzo.

Occhi ad un nuovo intervento nel primo pomeriggio dell'influente capo economista Bce Philip Lane, anima dovish del board.

 

In mattinata occhi ai dati sulla produzione industriale dell'Eurozona - vista a -0,5% su mese +4,1% su anno a settembre dal -1,6%, +5,1% del mese prima - dopo che la Commissione Ue ha alzato ieri la stima del Pil per quest'anno nei 19 Paesi che condividono l'euro a +5% dal +4,3% precedentemente ipotizzato. Bruxelles ha migliorato anche le sue previsioni sull'Italia, con una crescita al 6,2% nel 2021 (dal 5% stimato in luglio) e al 4,3% nel 2022 (4,2% a luglio), accompagnata da un contestuale miglioramento dei conti pubblici.

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