Nonostante un miglioramento del mercato del lavoro tale da consentire l'avvio della riduzione degli acquisti di bond già il mese prossimo, i policymaker di Federal Reserve restano divisi sull'inflazione e su quello che bisognerebbe fare al riguardo, emerge dagli ultimi interventi di esponenti della banca centrale Usa.
Segnali positivi sul fronte macro dagli Usa, dove il calo delle richieste di sussidi di disoccupazione fotografa un mercato del lavoro in ottimo stato di salute. Bene gli indici di borsa, galvanizzati dalle trimestrali delle banche d’affari e dal flusso degli acquisti attratti dai tecnologici. In calo i tassi di interesse Nel mese di settembre l'indice dei prezzi alla produzione (PPI) negli Usa è cresciuto dello 0,5% su base mensile, leggermente meno delle attese (+0,6%) e del dato di agosto (+0,7%). Su base annua, i prezzi alla produzione sono aumentati dell’8,6%, anche qui leggermente meno del +8,7% stimato e sopra il +8,3% del mese precedente. L'impatto dell'aumento delle commodity si fa sentire: al netto delle componenti più volatili, energetici e alimentari, l'indice risulta in aumento dello 0,2% mensile, sotto le attese di +0,5%, e sotto il dato del mese precedente (+0,6%). Anno su anno, l' indice "core" ha segnato un incremento del 6,8%, a fronte del +7,1% stimato dagli analisti e del +6,7% di agosto.