Gli investitori sembrano tornare moderatamente verso il rischio tra l'attenuarsi delle preoccupazioni su una prossima riduzione dello stimolo da parte della Fed.
Gli occhi restano puntati a Jerome Powell che prendera' la parola venerdi' all'incontro online con i banchieri centrali dal quale, pero', la maggior parte degli analisti si attende cautela e toni poco hawkish tra le incertezze legate alla terza ondata di contagi e una ripresa ancora "stop and go". Dalle minute del Fomc di luglio, diffuse la scorsa settimana, il consenso tra gli analisti per l'avvio del tapering si è spostato in avanti, scavalcando il board di settembre. Gli economisti di Goldman Sachs, ad esempio, hanno aumentato le probabilità che la banca centrale Usa annunci l'inizio del ritiro del sostegno a novembre, prevedendo che i policymakers opteranno probabilmente per ridurre gli acquisti di 15 miliardi di dollari allora e nelle riunioni successive. In una nota, la banca d'investimento ha fatto sapere ieri di aver aumentato le probabilità che un annuncio formale di taper arrivi a novembre al 45% da una precedente previsione del 25%, e di aver abbassato la possibilità che cio' avvenga a dicembre al 35% dal 55%.
Rimanendo a parlare di banche centrali, quella cinese ha aumentato le iniezioni di fondi a breve termine nel sistema finanziario, nel tentativo di placare le preoccupazioni del mercato su una stretta della liquidità. I tassi monetari interbancari sono diminuiti dopo aver toccato i massimi da diversi mesi all'inizio di questa settimana, a causa dei crescenti timori degli investitori per l'accelerazione dell'offerta di titoli di stato locali e per la maggiore domanda di contanti a fine mese.
Poche le indicazioni che giungeranno oggi sul fronte macro, con l'eccezione dell'indice Ifo sul sentiment tedesco di agosto che sara' diffuso in mattinata con attese a quota 100,4, in marginale flessione dal 100,8 del mese precedente. La crescita del Pil tedesco, spinta da consumi privati e spesa pubblica, è stata un po' sopra le attese nel secondo trimestre, a 1,6% congiunturale nel dato destagionalizzato.