Notevole l’impatto sui Btp e sui Bund delle parole di Draghi che ieri pomeriggio ha dichiarato che la sottoscrizione di titoli di Stato della scadenza fino a tre anni da parte della Bce non equivale ad aiuti pubblici. I mercati continuano a scommettere su nuove misure espansive da parte di Fed e Bce (giovedì riunione). Anche la Cina, visto il rallentamento in corso potrebbe pensare a stimoli monetari.
I rendimenti Btp sono tutti abbondantemente scesi ma è soprattutto la parte a breve a trarne i maggiori benefici; il Btp 2 anni scende al 2,8% (era al 3,05%) ieri mattina. Netto anche il movimento sui Btp 3 anni passati dal 3,6% al 3,35%. I Btp 5 anni scendono dal 4,72% al 4,56% mentre il decennale scende meno (dal 5,8% al 5,72%).
Diventa più ripida la curva dei rendimenti (spread Btp 10-2 passa dal 2,75% di ieri al 2,92% di questa mattina).
In netto miglioramento anche lo spread Btp-Bund su tutte le scadenze anche grazie al rialzo dei rendimenti dei Bund (decennale dall’1,35% all’1,42% con spread a 430 basis point.
Le borse dopo la fiammata di ieri sono oggi in lieve territorio negativo.
Approfitta della situazione anche l’euro che contro usd si porta a 1,262.
DATI MACROECONOMICI
USA
Pmi manifatturiero agosto
Indice Ism agosto