CAFFE’ ESPRESSO

15 aprile 2021 - La Fed smorza le tensioni al rialzo sui tassi.

Sembrano archiviati i timori riguardanti l'accelerazione dell'inflazione, con il dato di marzo diffuso ieri cresciuto più delle attese ma non abbastanza da destare preoccupazioni circa un cambio di passo della Federal Reserve sulla politica monetaria. L'accelerazione dei prezzi al consumo Usa lo scorso mese, infatti, è stata giudicata come un fenomeno transitorio e legato alla ripresa, oltre che al confronto con il crollo dei consumi dell'anno pandemico. Praticamente nullo l’impatto sui tassi che anche oggi vivono una seduta di stabilità: il Bond Usa 10 anni è a 1,63%, il Bund a -0,30% e l’Irs 10 a 0,05%. Il Btp 10 anni è a 0,73% con lo spread che si conferma appena sopra 100 bps. L'azionario globale è vicino ai massimi storici, in un rally favorito anche dalle aspettative di un forte rimbalzo degli utili societari (appena comunicati i risultati trimestrali di due big bancari Usa nettamente sopra le attese).  I mercati monitorano anche gli sviluppi della pandemia per eventuali minacce alla ripresa dell' economia, mentre la Casa Bianca ha rassicurato che la campagna di immunizzazioni procede senza intoppi nonostante la sospensione cautelare del vaccino di Johnson & Johnson. In Eurozona la produzione industriale è calata a febbraio, in linea con le stime dopo l'espansione vista a gennaio, minando le prospettive per la crescita economica nel primo trimestre, dopo una solida fine del 2020 per il settore manifatturiero. Nei 19 paesi euro a febbraio è calata dell'1,0% su base mensile, perdendo l'1,6% su base annuale, da confrontare con le stime di mercato di un calo mensile dell'1,1% e dello 0,9% in termini tendenziali. Le rilevazioni seguono gli incrementi dello 0,8% su base mensile e dello 0,1% su base annuale rilevati a gennaio. La debole produzione di febbraio in termini congiunturali è evidente in tutte le categorie, in particolare per i beni capitali a -1,9%, l'energia a -1,2% e i beni di consumo durevoli a -1,1%. Il 19 aprile è prevista la prima stima preliminare per il Pil I° trimestre.

 

 

A mercati chiusi ieri, il presidente Jerome Powell ha detto che la Fed ridurrà gli acquisti mensili di titoli "ben prima" di affrontare un aumento dei tassi di interesse, sottolineando che l'economia Usa va verso una ripresa più forte nei prossimi mesi. La ripresa statunitense si è intensificata grazie alla crescente fiducia dei consumatori, con l'attività tra febbraio e aprile spinta dalle vaccinazioni e dal massiccio stimolo fiscale, dice la Fed nel 'Beige Book'.

Diversa la situazione nella zona euro dove l'economia si appoggia ancora alle "due stampelle" dello stimolo monetario e fiscale, e non potrà camminare senza fino alla completa ripresa, ha detto ieri pomeriggio la presidente della Bce.

In Giappone la ripresa è in atto ma probabilmente sarà modesta per via dell'incertezza legata al Covid, avverte il governatore di Bank of Japan Haruhiko Kuroda. Il Paese è alle prese con una ripresa della pandemia, con un numero record di infezioni nella regione di Osaka che ha spinto le autorità a misure mirate di contenimento.

L'Unione europea ha adottato una strategia di funding per il Recovery Fund da 800 miliardi. L'infrastruttura finanziaria per il fondo dovrebbe essere pronta per giugno, con i finanziamenti che partirebbero a luglio. L'Ue prenderà in prestito 150 miliardi di euro l'anno fino al 2026 nel quadro del programma che prevede l'emissione di bond a medio/lungo tramite sindacati e aste e che, come atteso, includerà anche 250 miliardi di euro in green bond. Come parte del piano, Bruxelles creerà un cuscinetto di liquidità presso la Bce in grado di garantire che le esigenze di finanziamento vengano sempre soddisfatte.

Attentamente monitorate dalla Bce, in arrivo oggi le letture finali dei dati relativi a marzo di Italia e Francia. In Germania confermato il dato preliminare: +0,5% su mese e +2% tendenziale per l'armonizzato, +0,5% e +1,7% per l'indice nazionale. Dagli Usa vendite al dettaglio.

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