La ripresa dell’attività, seppur parziale visto che i mercati in Gran Bretagna oggi sono chiusi, vede la conferma del buon momento per i titoli governativi italiani, per le borse e per l’euro. L’indice Ifo tedesco di questa mattina conferma sostanzialmente le attese. La sensazione è che i ribassi del fine scorsa settimana siano più che altro prese di beneficio dopo gli importanti miglioramenti registrati nel mese di agosto.
Le voci che sarebbe al vaglio dell'Eurotower la realizzazione di una banda di oscillazione dei rendimenti nel suo nuovo programma di acquisto titoli di stato sta sostenendo le quotazioni dei Btp con conseguente calo dei rendimenti. Più volte abbiamo auspicato che ciò si realizzasse, speriamo quindi che le voci presto trovino riscontro e siano vinte le ritrosie tedesche. Oggi lo spread tra Btp e Bund 10 veleggia intorno ai 435 punti base. Rispetto a inizio agosto il miglioramento è di circa 30 centesimi, miglioramento dovuto al calo del rendimento Btp passato da livelli sopra il 6% al 5,7% di oggi mentre resta fermo il rendimento del Bund 10 (1,35% circa).
Dopo i netti miglioramenti dell’ultima parte di luglio, periodo in cui i rendimenti Btp 2 anni erano scesi di ben oltre un punto percentuale, nel mese di agosto si assiste ad una lieve inversione con un rialzo di 20-30 centesimi. Anche nei momenti di maggior entusiasmo durante agosto il due anni faticava a scendere verso il 3%.
Complessivamente sembra che stia aumentando la voglia di Europa presso i grandi investitori; questo si riscontra dal rafforzamento dell’Euro e soprattutto dal rialzo dei rendimenti del decennale Usa saliti di circa 20 centesimi nel mese di agosto.
Oggi il tesoro annuncia il quantitativo dei Btp e Ccteu in asta il 30 agosto, dopo che venerdì sono stati resi noti i quantitativi offerti per le aste Bot, Ctz e Btpei del 28 e 29 agosto.
Da una parte le voci di un possibile intervento da parte della Bce che potrebbe procedere ad acquisti di titoli periferici in difficoltà determinando a priori precise fasce di oscillazione entro cui procedere, inducono ad un aumento della propensione al rischio; dall’altra parte l’impazienza di alcuni falchi della Bundesbank che ritengono tali acquisti una pericolosa droga smorzano gli entusiasmi.
All’orizzonte permane sempre l’incertezza del voto della Corte costituzionale il prossimo 12 settembre sulla costituzionalità del Esm (fondo salva stati).
La Grecia sta trattando per un allungamento del proprio piano di rientro senza altri sconti: questa opzione tuttavia non è ben vista dai tedeschi che continuano a ragionare come Laocoonte: “Timeo Danaos et dona ferentes” (non mi fido dei Greci neanche quando portano doni) gridava scagliando la sua lancia contro il ventre del cavallo di Troia.
Oltre a queste pedine, nel mese di agosto, si è venuta concretizzandosi sullo scacchiere la possibilità di una nuova manovra di allentamento monetario (quantitative easing) da parte della Fed.