Giornata imperniata sulla riunione del board Bce, con il consueto annuncio di politica monetaria alle 13,45 e a seguire la conferenza stampa di Christine Lagarde. Le attese sono per tassi invariati, mentre gli investitori si concentreranno sul messaggio di Lagarde alla ricerca di segnali sulle reali intenzioni della banca centrale circa la possibilità di un incremento degli acquisti Pepp o di altre misure volte a far fronte al recente preoccupante rialzo dei rendimenti. Nelle sue più recenti dichiarazioni Francoforte ha detto che un aumento del costo del debito potrebbe intaccare la ripresa in questa prima fase, mentre non si è detta preoccupata, almeno per ora, dall'aumento delle attese sull'inflazione, ribadendo di voler mantenere condizioni favorevoli per il credito il più a lungo possibile.
Il Tesoro si appresta oggi a proporre fino a 8 miliardi nel nuovo Btp 3 anni e nella riapertura del 7 anni. Secondo UniCredit, il nuovo Btp aprile 2024 dovrebbe essere collocato con un tasso intorno a -0,21%, che lo rende appetibile in vista del prossimo Tltro.
La Camera Usa ha dato il via libera finale al mega-pacchetto di stimolo da 1.900 miliardi di dollari, la prima importante vittoria legislativa del neo-presidente democratico Joe Biden. Tra le misure principali del piano, lo stanziamento di 400 miliardi per pagamenti diretti da 1.400 dollari a buona parte degli americani, 350 miliardi in aiuti allo Stato e ai governi locali, più finanziamenti per la distribuzione di vaccini.
I dati sui prezzi al consumo Usa hanno evidenziato un incremento mensile dello 0,4% e annuo dell' 1,7%, mentre l' indice core e' rimasto sostanzialmente invariato (+0,1%) rispetto a gennaio e cresciuto dell' 1,3% rispetto a febbraio 2020.
Dopo dati sull'inflazione core di febbraio sotto le attese ieri, occhi oggi alle richieste settimanali sui sussidi di disoccupazione, statistica sempre attentamente monitorata dagli analisti per avere il polso del mercato del lavoro Usa.
Il tasso del benchmark decennale sui mercati asiatici è in area 1,523% rispetto alla chiusura Usa a 1,52%: si è stabilizzato rispetto ai minimi toccati nella notte a 1,506% dopo un'asta di Treasuries benchmark a 10 anni che è andata meglio del previsto. Gli occhi sono ora sull'odierna asta sul segmento 30 anni. Un collocamento fiacco sulla scadenza 7 anni a fine febbraio aveva contribuito ad alimentare i timori di inflazione e spinto al rialzo i rendimenti.
Con il mercato dei bond che ha registrato dall'inizio dell'anno la sua peggiore performance dal 2013, appesantito dalle attese sugli ingenti provvedimenti di stimolo Usa e su un prossimo rialzo dell'inflazione, alcuni dei maggiori investitori mondiali stanno riducendo la loro esposizione sui titoli governativi, nella convinzione che il sell-off sia solo all'inizio e che le banche centrali non interverranno laddove l'impennata dei rendimenti sarà accompagnata da significativi tassi di crescita.
Ciò avverrà in Usa - alcuni economisti ipotizzano il rendimento del T-bond decennale al 2% a fine anno dall'attuale 1,5% - ma non in Europa dove il rilancio economico avrà tempi molto più lenti. Per questo motivo, più di un analista ritiene che l'attuale sell-off sul mercato euro sarà temporaneo. La Bce, aggiungono, potrebbe decidere di ritoccare il suo approccio ultra-loose solo nel caso in cui il rendimento benchmark sul decennale tedesco tornasse a zero dall'attuale -0,3%.