Le parole di Draghi hanno movimentato la giornata di ieri sui vari mercati: pesante l’azionario, l’euro contro usd da 1,24 crolla a 1,213 e stamane ritrova 1,22, i Btp a 10 anni vedono schizzare i rendimenti con lo spread che si allarga, mentre buona risulta la performance dei Btp a breve (quelli su cui si concentrerà la Bce). Questa mattina sembra una giornata interlocutoria in attesa dei dati occupazionali Usa del pomeriggio.
E’ un’ottima notizia che la parte a breve dei rendimenti Btp sia in discesa e il relativo spread Italia - Germania; come più volte ricordato lo spread a 10 anni tra Btp e Bund, seppur significativo come tendenza, non è così importante dal punto di vista pratico specie se si guarda al lato dei finanziamenti alle imprese.
La speranza è che i rendimenti Btp continuino a scendere trasciando al ribasso via via le scadenze più lunghe.
A quel punto sperare in una revisione al ribasso degli spread applicati dalle banche alle operazioni di finanziamento tra settembre e ottobre potrebbe essere una speranza non vana.