Resta positiva l’impostazione dei mercati azionari. Sul fronte tassi dopo i rialzi si assiste ad un tentativo di stabilizzazione ma sui livelli più alti del periodo. Lieve flessione del petrolio dopo i recenti rialzi.
Riferimento per l'apertura odierna sono 96 pb per lo spread sul Bund a dieci anni e 0,51% per il tasso decennale benchmark, dopo una seduta particolarmente tranquilla ieri.
Mentre continua a ritmi sostenuti l'attività dei principali emittenti euro sulla parte extra-lunga della curva - con la Spagna che dopo Francia e Belgio ha lanciato ieri un nuovo 50 anni da 5 miliardi raccogliendo ordini superiori a 65 miliardi - occhi al consueto appuntamento con le aste di fine mese. Si inizia questa mattina con 7 miliardi euro del Bot annuale e si prosegue domani con un'offerta fino a 9 mld nelle riaperture dei Btp a 3, 7 e 20 anni. Le previsioni parlano ovviamente di tassi in calo, con probabili nuovi minimi storici. Si attiva stamani anche la Germania, con 4 miliardi di Bobl aprile 2026, cedola zero.
In uno scenario nel quale l'azione ultra-loose delle banche centrali continua ad essere cruciale, ricca l'agenda odierna di interventi da parte di autorevoli membri di Francoforte. Tra gli effetti secondari dell'arrivo di Draghi, fanno notare gli operatori, anche la possibilità per la Bce di mantenere gli acquisti in ambito Pepp ad un ritmo più modesto come successo nelle ultime settimane - con una media di 13,2 mld rispetto ai 15,6 mld del periodo agosto-dicembre dello scorso anno - stante il calo dei tassi italiani e il conseguente restringimento dello spread.
Il presidente Biden si è detto d'accordo con la proposta dei Democratici di limitare o escludere lo stimolo per gli americani ad alto reddito nell'ambito del piano da 1.900 miliardi di dollari contro la crisi coronavirus. Si è aperto intanto ieri il secondo processo per impeachment a Donald Trump con l'accusa di aver incitato i disordini a Capitol Hill che il mese scorso sono costati la vita a cinque persone.
Focus sui prezzi in Europa e in Usa, oggi, in un quadro che vede le aspettative di lungo termine ai massimi da metà 2019 nell'Eurozona e da metà 2018 negli Stati Uniti.
La Fed ha ribadito più volte che lascerà salire le aspettative di inflazione e le pressioni sui prezzi più a lungo prima di alzare i tassi. Al momento gli analisti vedono il mercato prezzare una stretta a fine 2023. Interessante sarà anche in questo senso ascoltare l'intervento online di Jerome Powell previsto per questa sera.