Il prossimo ritorno ad un mondo pre-pandemia, reso possibile dall’abbondanza di vaccini efficaci, spinge all’insù tutte le borse del pianeta, senza particolari distinzioni tra aree geografiche. Stanotte Johnson & Johnson ha presentato alle autorità sanitarie degli Stati Uniti una richiesta con procedura d’emergenza di approvazione del suo vaccino a singola dose. La prima società farmaceutica del mondo prevede di consegnare, in caso di via libera, 100 milioni di dosi agli Stati Uniti entro giugno. La logistica di questo vaccino è molto più semplice di quello di Pfizer e BioNtech, in quanto è molto più stabile alle variazioni di temperatura e può stare senza problemi in un normale frigorifero.
L’indice globale MSCI World All Countries che ingloba 50 indici locali, tocca un nuovo record, a circa due settimane dal precedente. Ieri sera S&P500 e Nasdaq hanno toccato i massimi della storia e stamattina in Asia sale tutto. Oggi le borse asiatiche sono positive così come l’apertura di quelle europee.
I tassi europei e soprattutto Usa salgono; l’oro in calo, il petrolio continua a salire.
Draghi ha iniziato le consultazioni, che continueranno fino a domani. Stanotte l’ha passata a Roma
Lo spread è sceso sotto quota 100 punti, è la prima volta dal dicembre 2015.
Dal dipartimento al Lavoro i dati sugli occupati di gennaio, da sempre tra gli indicatori monitorati con maggiore attenzione da mercato e investitori nonché dalla stessa Federal Reserve.
Male in Germania gli ordinativi del settore industriale, in calo di 1,9% nel mese di dicembre rispetto al consensus di una frenata di 1%.
L'indice del dollaro sulle principali controparti ponderate su base commerciale si avvia ad archiviare la miglior performance settimanale da tre mesi a questa parte. Le speranze di ripartenza della locomotiva Usa permettono al dollaro di recuperare terreno anche nei confronti dello yuan, che scivola al minimo da una settimana.