CAFFE’ ESPRESSO

2 novembre 2020 - Mercati nervosi per Covid ed elezioni Usa ...

Alla vigilia del super-Tuesday per la Casa Bianca, il candidato democratico Joe Biden sembra mantenere un confortevole margine di 7-8 punti su Donald Trump a livello nazionale, mentre è avanti in importanti stati chiave come Michigan, Pennsylvania e Wisconsin che nel 2016 avevano voltato le spalle ad Hillary Clinton. Il leader dem sarebbe in vantaggio, secondo i sondaggi, anche in North Carolina, Ohio e Minnesota. Trump - che nel fine settimana ha spinto al massimo la sua campagna nel tentativo di non diventare il primo presidente non rieletto per il secondo mandato dai tempi di Georg H.W. Bush nel 1992 - è indietro, anche se marginalmente, in Florida e Georgia, mentre sarebbe dalla sua il Texas.

La cifra record di 93 milioni di "early votes" è stata intanto già espressa da cittadini americani di persona o per posta, un fenomeno che nelle attese dovrebbe rafforzare le chance di Biden ma anche costituire la miccia per una possibile contestazione del responso delle urne da parte di Trump.

Riprendono oggi a Bruxelles, e proseguiranno fino a metà settimana, i colloqui tra i negoziatori britannici ed Ue sulle relazioni post-Brexit. Se le due parti riusciranno a superare le rispettive distanze, un nuovo accordo di partnership dovrebbe governare ogni comparto dal commercio all'energia, dai trasporti alla pesca. In caso contrario, circa 900 mld di scambi commerciali saranno gravati da imposte e tariffe a partire dal primo gennaio.

In questo contesto di crescente preoccupazione per il diffondersi dell'epidemia e con il voto per la Casa Bianca alle porte, l'avvio della settimana per i mercati sarà ancora in modalità risk-off e all'insegna della cautela, premiando l'obbligazionario.

Venerdì a mercati chiusi DBRS Morningstar ha confermato il rating per l'Italia a BBB (high), nonostante l'accelerare della seconda ondata, citando la resilienza del comparto manifatturiero.

Ha segnato intanto una netta accelerazione il comparto manifatturiero cinese che, secondo dati diffusi stanotte, registra a ottobre il ritmo di crescita massimo in quasi 10 anni grazie alla ripresa della domanda interna in un mercato che si sta risollevando rapidamente dalla crisi dovuta al coronavirus.

Diversa la situazione per il comparto giapponese, che segna sempre ad ottobre il 18esimo mese negativo, depresso dalla debolezza dell'output e dell'occupazione, anche se gli ordini tornano in crescita per la prima volta in due anni. L'indice Pmi elaborato da Jibun Bank si colloca a quota 48,7 dal 47,7 di settembre, rimanendo sotto quota 50 - spartiacque tra espansione e contrazione - per il 18esimo mese di fila.

Prezzi del petrolio in ribasso di oltre il 3% sui timori legati al calo della domanda a seguito dei nuovi lockdown in Europa, mentre i trader guardano anche a possibili tensioni sul mercato dovute al voto Usa.

Deboli le valute più esposte al rischio, con il dollaro australiano che cede lo 0,4%. Lo yen è in leggero rialzo mentre la sterlina lascia sul terreno lo 0,3% tra le restrizioni imposte dal virus e i timori legati ai colloqui sul post-Brexit. Anche l'euro è fiacco, in area 1,1635 dollari. Sostanzialmente invariato il dollaro contro un basket delle principali valute, tra investitori prudenti a 24 ore dal super-Tuesday.

Tassi Usa in rialzo in chiusura venerdì, con la curva che si è irripidita ai massimi da giugno, in un mercato che ha anticipato l'arrivo di nuova carta nel prossimo pacchetto di stimolo post-voto. Il rendimento del benchmark a 10 anni è salito a 0,867% mentre quello a 2 è rimasto stabile a 0,154%. Entrambi i candidati alla Casa Bianca hanno annunciato provvedimenti di sostegno all'economia piagata dalla seconda ondata di Covid, che si tradurrebbero in una maggiore offerta di titoli. Nel caso di una vittoria di Biden, ci si attende che l'ammontare degli stimoli - e del nuovo debito emesso - sarebbe anche superiore.

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