Aperture positive per gli indici azionari europei; resta la tensione sui Btp; il dollaro è robusto.
Prosegue l'impegno degli istituti centrali per garantire liquidità ai mercati e sostenere le economie drammaticamente colpite dall'epidemia. La Fed si aspetta una serie di trimestri negativi quest'anno, per tornare a una crescita graduale nel 2021, ha detto la presidente di Fed San Francisco.
Seduta decisamente negativa quella di ieri, che ha visto il tasso del decennale benchmark salire fino a 1,99% e il differenziare di rendimento sul Bund sul tratto 10 anni allargare fino a 247 punti base -- massimo dal 19 marzo, il giorno dopo il lancio da parte della Bce del programma Pepp -- prima di un forte intervento delle banche centrali. A pesare, oltre all'incertezza per i negoziati in ambito Ue, la revisione delle linee guida del Tesoro e l'abbondanza di nuova carta, con la Grecia, ultima in ordine di tempo, che ha lanciato un nuovo 7 anni sindacato da 2 miliardi di euro con ordini per quasi 6 miliardi. Attiva ieri anche Cdp, con un social bond in due tranche a 3 e 7 anni da 500 milioni ciascuna, che ha raccolto ordini per circa 1,9 miliardi. La seduta odierna riparte da 238 punti base per lo spread e 1,9% per il tasso del titolo aprile 2030. Sul primario oggi si attivano la Francia, che offre fino a 10 miliardi di euro in titoli a medio termine e ulteriori 1,25 miliardi in indicizzati, e la Spagna, che mette a disposizione degli investitori Bonos per 6,5 miliardi.
Confermata la lettura preliminare dell'inflazione tedesca a marzo, con rialzi dello 0,1% su mese e dell'1,4% su anno per il dato nazionale e di 0,1% e 1,3% per l'indice armonizzato.
Negli Stati Uniti l'attenzione è sulle nuove richieste settimanali di sussidi, con attese per oltre 5,1 milioni dai 6,606 milioni della settimana prima, per capire quanto la pandemia -- che vede il Paese al primo posto al mondo per numero di decessi -- stia impattando sull'occupazione. Ieri dagli Usa sono arrivati dati macro che avvalorano le previsioni secondo cui la recessione ormai prossima potrebbe essere la peggiore dalla Grande Depressione; tra questi il calo record delle vendite al dettaglio di marzo e l'attività manifatturiera nello stato di New York precipitata ad aprile al minimo storico.
Il dollaro estende i guadagni su dati Usa deboli che spingono gli investitori verso valute rifugio.
Intorno alle 8 i futures sul Brent salgono dell'1,08% a 27,99 dollari al barile, i futures Nymex dello 0,25% a 19,92 dollari.