I governi e le banche centrali stanno attivandosi per contrastare i risvolti economici e finanziari del coronavirus: la BoE ha tagliato di mezzo punto il refi portandolo a 0,25%; domani toccherà alla Bce.
Mentre i casi di contagio in Italia oltrepassano la soglia di 10.000 e il bilancio delle vittime sale a 631, a rendere la misura della situazione, ieri un ex capo economista del Tesoro ha previsto un impatto dell'epidemia sul Pil italiano del 10-15%. Intanto la Lombardia, la regione più colpita dall'epidemia, chiede al premier misure ancor più drastiche che potrebbero essere implementate a breve, secondo alcuni quotidiani.
Al termine della videoconferenza di ieri, i capi dei 27 Stati europei hanno acconsentito a prendere tutte le misure necessarie per evitare l'instabilità economica e finanziaria, potenziale conseguenza dell'epidemia da coronavirus. La presidente della Commissione von der Leyen ha aggiunto che Bruxelles è pronta a varare un fondo di investimento da 25 miliardi di euro con uno sblocco immediato di 7,5 miliardi. Atteso in giornata invece il confronto a distanza tra la stessa von der Leyen e il premier Conte per discutere le misure nazionali e il sostegno della Ue contro l'epidemia. Intanto, per sostenere l'economia, secondo alcune fonti, la Bank of Japan potrebbe potenziare la propria politica monetaria al meeting della prossima settimana impegnandosi ad acquistare fondi Etf a un ritmo più rapido dell'attuale.
La seduta di ieri ha visto vanificarsi il tentativo di rimbalzo dopo il violento sell-off di lunedì. Dopo un tuffo intraday a 201 punti base, lo spread Italia-Germania ha chiuso a 220 punti, sui massimi di seduta. Analogamente il tasso del decennale di riferimento, sceso fino a 1,27%, si è fermato a 1,39% anche in questo caso non lontano dai massimi di seduta.
Dollaro di nuovo in calo nei confronti di yen e franco svizzero su incertezze degli investitori in merito ai possibili interventi di banche centrali e governi per arginare il coronavirus.
Prezzi in rialzo sulle speranze che i produttori Usa possano tagliare l'offerta.
DATI MACROECONOMICI
GRAN BRETAGNA
Stima Pil gennaio
USA
Prezzi al consumo febbraio