Il coronavirus fa meno paura nonostante le conseguenze sull’economia cinese possano farsi sentire sia in termini di crescita sia sull’inflazione: proprio questa mattina è stato comunicato il dato di gennaio che si è chiuso con un'inflazione al ritmo mensile di 1,4% e al tasso tendenziale di 5,4% -- massimo da ottobre 2011 -- e prezzi alla produzione in rialzo di 0,1% annuo, primo incremento da sei mesi a questa parte. Le aspettative degli investitori prospettavano per i prezzi al consumo un incremento di 0,8% a perimetro mensile e 4,9% a livello annuo, mentre sui prezzi a monte della filiera il consensus indicava un rialzo tendenziale di 0,1%.
In linea con le aspettative, venerdì sera dopo la chiusura di Wall Street Fitch ha confermato il rating sovrano nazionale a 'BBB', mantenendone anche l'outlook negativo. Il giudizio, scriveva l'agenzia Usa, "riflette il livello estremamente alto del debito pubblico, l'andamento particolarmente debole della crescita, l'incertezza della politica economica e i rischi associati alle proiezioni sul debito".
In ripresa lo yuan cinese, eurousd a 1,095.
DATI MACROECONOMICI
ITALIA
Istat, produzione industriale dicembre
ZONA EURO
Indice Sentix febbraio.