L'indice Zew tedesco è salito a sorpresa a dicembre sui massimi da inizio 2018 a 10,7, contro attese di una variazione nulla e dopo il calo del 2,1 di novembre. L'istituto di analisi economiche spiega che l'incremento nella fiducia dell'economia del paese riflette l’attesa di una ripartenza delle esportazioni e dei consumi privati. Un altro tassello che si aggiunge ad altri recenti indici di fiducia che lasciano presagire come il peggio per l’economia tedesca ed europea possa essere passato. Tuttavia i dati piuttosto sfavorevoli della produzione industriale e degli ordinativi del mese di ottobre sono indice di una economia che mostra ancora fragilità. Come di consueto nelle ultime settimane i dati macro influiscono poco o niente sui tassi visto che gli operatori pongono tutte le attenzioni al negoziato sui dazi. Su questo fronte gli Usa hanno lasciato intendere di considerare l’ipotesi di un rinvio al prossimo anno di nuovi dazi che sarebbero dovuti entrare in vigore dal 15 dicembre.
In serata l'annuncio sui tassi Usa che dovrebbero restare invariati, in base alle attese del mercato e a seguire la conferenza stampa del presidente Powell. Se da un lato i solidi numeri dello scorso venerdì sul mercato del lavoro hanno raffreddato le attese di ulteriori tagli del costo del denaro a breve, dall'altro l'attenzione degli operatori sarà tutta per le prospettive economiche del prossimo anno.
In un clima di attesa per gli eventi di primo piano di questa settimana e di volumi scarsi, il differenziale di rendimento tra Italia e Germania sul segmento decennale si è fermato ieri sera a 155 punti base mentre il tasso del benchmark a 10 anni a 1,25%. Gli operatori non prevedono novità in grado di imprimere cambi i rotta significativi al mercato dal meeting Bce di domani.
Alla vigilia del voto in Gran Bretagna, secondo un sondaggio, il premier Johnson sarebbe in grado di ottenere una maggioranza più limitata rispetto a due settimane fa che lo vedrebbe concretizzare un vantaggio di 28 seggi a fronte dei 68 di 15 giorni fa.
In vista del verdetto Fed, nuovi spunti sullo stato di salute dell'economia Usa giungeranno nel primo pomeriggio dai numeri sull'inflazione di novembre con attese per un incremento di 0,2% su mese e di 2,0% su anno. I dati mostrano un calo nel primo caso, dallo 0,4% del mese precedente, e un rialzo nel secondo dall'1,8% di ottobre.
Dollaro poco mosso in attesa della Fed mentre la sterlina cede terreno dopo che un sondaggio parla di un margine di vittoria più contenuto per i Conservatori al voto di domani.