CAFFE’ ESPRESSO

19 settembre 2019 - Fed ieri, stanotte BoJ e in giornata BoE ...

La Fed ieri sera, la BoJ stanotte e oggi tocca alla BoE. Il calendario macro non offre spunti in Europa mentre dagli Usa occhi puntati sul leading indicator.

Come da attese, la Federal Reserve ha deciso di tagliare i tassi di interesse di 25 punti base all'1,75-2%. La banca centrale Usa non ha segnalato in modo chiaro l'intenzione di ridurre ancora i tassi nel breve periodo. Il numero uno Powell ha definito l'outlook economico Usa "favorevole" aggiungendo che la riduzione applicata si deve al perdurare della debolezza degli investimenti e alle tensioni sul fronte commerciale. La decisione è stata presa dal board con tre voti contrari e nei loro cosiddetti "dot-plot", i membri del board sono apparsi ancora più divisi riguardo alle future decisioni, con solo 7 membri su 17 che vedono un terzo taglio quest'anno. Trump ha criticato ancora una volta la banca centrale, dicendo che la decisione "va bene, ma avrebbe dovuto prenderla prima".

La Banca del Giappone ha mantenuto i tassi invariati oggi, indicando però la volontà di espandere gli stimoli all'economia già nel suo board di ottobre se necessario. Come atteso, BOJ ha lasciato i tassi a breve a -0,1% tentando di riportare allo 0 il rendimento del JGB a 10 anni nell'ambito della sua politica di controllo della curva.

Dopo l'allentamento annunciato dalla Bce la scorsa settimana, parte oggi il primo finanziamento Tltro 3, con regolamento il 25 settembre. La Banca centrale europea, nel suo board del 12 settembre scorso, ha reso più generose le operazioni di rifinanziamento mirate alle banche estendendole a tre anni da due e rimuovendo lo spread che gli istituti di credito dovevano pagare sul tasso depo in modo da preservare condizioni favorevoli per i prestiti e sostenere ulteriormente l'orientamento espansivo della politica monetaria. Entrambe le misure, si legge in uno studio di Barclays, aiuteranno in particolare le banche dei paesi periferici dell'Eurozona.

In mattinata anche la Banca di Inghilterra renderà note le sue decisioni in materia di politica monetaria, con attese unanimi tra gli operatori di un mantenimento dei tassi. Secondo un sondaggio Reuters - che vede tra l'altro la Brexit posticipata al gennaio 2021, con possibilità al 35% di un divorzio "senza regole" dall'Ue - l'istituto centrale inglese terrà fermi i tassi allo 0,75% sino al 2022. Secondo quanto riportato dal Financial Times l'altro ieri, la nomina di un nuovo governatore BoE potrebbe slittare a dopo le elezioni mentre all'attuale numero uno Mark Carney potrebbe essere chiesto di estendere il suo mandato se la Brexit verrà rinviata.

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