Si sono attenuati i timori per la crescita globale dopo la lettura dell’indice manifatturiero cinese cresciuto per la prima volta in quattro mesi. Segnali distensivi dalle dichiarazioni alla fine della tornata di colloqui sui dazi tra Cina ed Usa. Le borse sono positive e ciò contribuisce ad una leggera increspatura dei tassi “core” europei nonostante i dati definitivi Pmi siano stati inferiori alle attese (quelli market mover sono i preliminari e quasi mai i definitivi a meno di significativi scostamenti). Invariato invece il tasso di disoccupazione della zona euro al 7,8%, mentre l' inflazione ha confermato la flessione dall' 1,5% all' 1,4 per cento. Negli Usa dati contrastanti con le vendite al dettaglio che deludono (-0,2% contro attese di + 0,2% anche se il dato precedente di gennaio è stato rivisto al rialzo di mezzo punto) e l’importante Ism manifatturiero (55,3) ha superato il consensus così come la spesa per costruzioni. Lo spread Btp-Bund è a 255 bps. Il calcolo delle probabilità applicato ai tassi forward Eonia evidenzia una minimo probabilità (circa 10%) di un taglio dei tassi Bce nel 2019. Per quanto non si possa parlare di una vera aspettativa di un taglio, si tratta comunque di un segnale di come le attese degli investitori siano mutate dopo l’ultima riunione Bce e dopo alcuni interventi di membri Bce. Certo è che con i tassi così bassi e le nuove Tltro decise a marzo c’è da chiedersi quali armi abbia ancora a disposizione la Bce in caso di shock negativo: potrebbe rinviare la normalizzazione del depo e la data di inizio riduzione del bilancio od eventualmente in caso di recessione riaprire il QE. Ovviamente la fantasia e la competenza della Bce potrebbe sfornare nuovi strumenti finora sconosciuti.
I parlamentari britannici non hanno raggiunto la maggioranza su nessuno dei quattro piani alternativi all'accordo di divorzio della premier Theresa May, che potrebbe tornare ad essere votato in settimana. Se nulla cambia, Londra lascerà l'Ue senza un accordo il 12 aprile.
Atteso l'intervento del capo economista Peter Praet a Francoforte, all'indomani dei dati poco rosei del Pmi manifatturiero della zona euro che hanno confermato i timori per l'economia.
Arrivano nuove indicazioni sullo stato della prima economia mondiale, dopo dati di segno opposto ieri. Vengono diffusi tra gli altri i dati sui beni durevoli di febbraio.
DATI MACROECONOMICI
USA
Beni durevoli febbraio