Continua il trend di crescita dei prestiti delle banche italiane alle famiglie e alle imprese, che nel mese di settembre ha mostrato un incremento annuo del 2,1%. I crediti in sofferenza, aggiornati al mese di agosto e al netto delle svalutazioni, sono al 2,36% degli impieghi, a 40,5 miliardi, in linea con il mese precedente. E' quanto emerge dall'ultimo rapporto dell'Abi.
Il carico fiscale per gli istituti di credito si appesantisce di 3,3 miliardi a causa di tre diversi provvedimenti. Una prima misura interviene, per circa 1,1 miliardi, sul trattamento fiscale delle svalutazioni di crediti dovute al nuovo principio contabile Ifrs9. Una seconda misura differisce la deduzione di svalutazioni e perdite su crediti con un impatto di circa 900 milioni. Nel Dpb si citano inoltre generici "interventi fiscali sulle banche" per circa 1,3 miliardi.
Nonostante possa ancora arrivare qualche marginale modifica alla Legge di bilancio, l'impianto generale è definito e ora la manovra è al vaglio della Commissione europea, che ha due settimane per valutarla ed eventualmente formalizzare una bocciatura, prospettiva verso la quale sembra orientarsi, come già emerso nei giorni scorsi. Secondo alcuni quotidiani, la Commissione starebbe lavorando a una lettera da spedire a ore o a giorni per esprimere le proprie preoccupazioni. Ma Bruxelles, a pochi mesi dalle importanti elezioni europee, dovrà cercare di evitare uno scontro aperto con Roma e prediligere un approccio fermo ma 'soft'. In questo quadro si inseriscono la telefonata di ieri tra Juncker e Conte -- che a margine del vertice Ue di questi giorni illustrerà la manovra a Merkel e Macron -- e l'arrivo di Moscovici a Roma dove tra domani e venerdì incontrerà Tria e Mattarella. M5s e Lega hanno raggiunto l'intesa su misure complessive per 33,5 miliardi (meno dei 37 illustrati da Tria in parlamento); le coperture ammontano a 11,7 miliardi, il resto sarà finanziato a deficit. Una quota consistente delle coperture, oltre 4 miliardi, giungerà dalle minori agevolazioni per banche e assicurazioni.
L'obbligazionario italiano vive una fase di relativa calma, pur conservando un'elevata volatilità, in attesa di novità concrete sul futuro della manovra e sui rating del Paese. Nell'ultima seduta i Btp hanno approfittato di qualche ricopertura, con uno spread su Bund ridisceso sotto 300. Secondo gli operatori la tregua di mercato potrebbe essere rotta da uno scontro aperto tra Roma e Bruxelles sulla manovra o da un atteggiamento severo delle agenzie di rating (Moody's e S&P si esprimeranno entro fine mese): il downgrade di un notch è già scontato da molti, ma l'aggiunta di un outlook negativo o il taglio di due notch potrebbero innescare nuove pesanti pressioni sul debito italiano. I Btp ripartiranno stamane da un tasso decennale di 3,46% e da uno spread di 297.
L'agenda macro prevede i dati finali di settembre sull'inflazione nella zona euro, partendo dal preliminare di 2,1% tendenziale diffuso alla fine dello scorso mese. Per l'indice 'core', la stima flash aveva indicato un 1,1% su anno dall'1,2% di agosto, abbondantemente sotto il target ufficiale della Bce. Pochi giorni fa Draghi è tornato a utilizzare toni più moderati riguardo le prospettive di inflazione nell'area euro, parlando di risalita graduale nei prossimi anni, rispetto alla risalita "relativamente vigorosa" citata nelle scorse settimane.
La Fed pubblica in serata le minute della riunione di politica monetaria di settembre, che ha sancito il terzo rialzo dei tassi dall'inizio dell'anno. Nonostante il rallentamento registrato in settembre dai prezzi al consumo Usa, restano ben radicate le attese di un ulteriore intervento restrittivo in dicembre. Al termine dell'ultimo meeting, i cosiddetti 'dots', ovvero la sintesi delle previsioni sui tassi futuri dei membri del board Fed, proiettavano oltre a quello di dicembre, altri tre rialzi nel 2019 e uno nel 2020.
In un contesto in cui viene meno l'appetito per i beni rifugio, dopo i robusti risultati di Wall Street, il dollaro si rafforza nei confronti delle principali controparti mentre lo yen si indebolisce.
Prezzi in rialzo sul greggio sostenuti dal calo delle scorte certificato dai dati Api e dai timori geopolitici.
DATI MACROECONOMICI
GRAN BRETAGNA
Prezzi al consumo settembre
ZONA EURO
Prezzi consumo finali settembre
ASTE DI TITOLI DI STATO
EUROPA
Germania, Tesoro offre Bund 4/7/2044, cedola 2,50%.
USA
Fomc pubblica verbali riunione comitato politica monetaria 25-26 settembre